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MACA

Lepidium meyenii 

Claudia Valla

1                  Introduzione

Il maca (Lepidium meyenii) è un tubero originario della regione delle Ande Peruviane. La sua capacità di crescere e riprodursi ad altitudini addirittura pari a 11.000-14.500 piedi la rende una pianta dalle uniche caratteristiche di resistenza ed adattabilità (1).

La parte edibile è rappresentata dalla radice tuberosa avente tipica forma a pera, diametro fino a 8 cm e colore biancastro. A differenza di molte altre tuberose, la coltivazione del maca sfrutta una propagazione a seme e, sebbene sia una pianta perenne, la radice viene raccolta subito dopo aver raggiunto la maturità, vale a dire dopo un periodo di circa 7-9 mesi dalla semina(2).

I primi documenti che testimoniano la coltivazione del maca da parte delle popolazioni andine risalgono addirittura al 1600 avanti Cristo. Per le popolazioni del luogo, il maca ha sempre rappresentato un bene di consumo e di scambio paragonabile a quello del riso, dei fagioli o del mais. La conservabilità delle radici del maca è sorprendente: una volta essiccate, esse possono conservarsi addirittura per sette anni.

2                  Proprietà ed usi del maca

Il maca è stato, ed è in parte ancor oggi, una delle principali fonti di sostentamento delle popolazioni indigene. Le sue caratteristiche nutrizionali lo rendono infatti un alimento paragonabile ai principali cereali (mais, riso, frumento). La radice del maca contiene il 59% di carboidrati (amido e zuccheri vari), il 10,2 % di proteine, l’8,5% di fibre ed il 2,2 % di lipidi (3). In particolare, sono presenti aminoacidi (soprattutto acido aspartico, acido glutammico, serina, istidina, glicina, treonina, cisteina, alanina, arginina, tirosina, fenilalanina, valina, lisina e triptofano), apprezzabili quantitativi di alcuni acidi grassi, tra i quali sono compresi anche l’acido linolenico, l’acido palmitico e l’acido oleico ed alcuni importanti minerali quali il ferro lo iodio, il calcio, il fosforo, il magnesio e lo zinco. In aggiunta, il maca contiene vitamine del gruppo B (B1, B2, B12), la vitamina C, la vitamina E, nonché alcuni isotiocianati, e glicosidi steroidali. Per quest’ultimo motivo, il maca può essere considerato un’alternativa naturale e sicura agli steroidi anabolizzanti. Nel maca, inoltre, sono contenute altre sostanze, di tipo alcaloide, che sono in grado di agire a livello dell’asse ipotalamo-ipofisi. Questo giustificherebbe l’azione stimolante sulle ghiandole surrenali attribuita al maca ed il relativo effetto energizzante. Secondo alcuni recenti studi sembra che il maca sia inoltre in grado di stimolare nelle ovaie ed in altre ghiandole la produzione di ormoni, oltre ad esercitare un effetto regolatore sugli organi interni di secrezione, quali il pancreas, l’ipofisi, ed appunto, le ghiandole surrenali (5). In relazione al suo apprezzabile contenuto in forme facilmente assorbibili di alcuni importanti minerali, quali il calcio, il magnesio ed in misura minore, il silicio, alcuni studiosi peruviani hanno recentemente avviato una sperimentzione clinica volta a sondare l’azione coadiuvante del maca nei confronti dei soggetti affetti da osteoporosi e da altre patologie che coinvolgono la diminuzione della densità ossea nonché da l’anemia, dagli sgradevoli sintomi che possono accompagnare la menopausa, dalla sindrome da affaticamento cronico, da depressione e da secchezza vaginale.

Le popolazioni andine, hanno da sempre attribuito al maca proprietà da noi oggi definite come “adaptogene”, vale a dire migliorative nei confronti dell’adattabilità del nostro corpo nei confronti delle differenti situazioni di stress. A tal proposito, il maca può venire in aiuto del nostro organismo nei momenti di difficoltà, al fine di ripristinare quella condizione di equilibrio tipicamente definibile col termine di “omeostasi”.

Le proprietà che hanno di recente reso famoso il maca anche nel mondo occidentale rimangono comunque quelle rivolte all’incremento della resa durante la prestazione sessuale. Queste sembrano derivare dalla capacità degli steroidi contenuti nel maca di normalizzare la presenza degli ormoni steroidei prodotti naturalmente dal nostro corpo (testosterone, progesterone) ed anche degli estrogeni, prevenendo in tal modo tutti i graduali cambiamenti e gli squilibri che intercorrono con il progredire dell’età.

Tali proprietà furono per la prima volta empiricamente osservate dai colonizzatori spagnoli quando, in epoca successiva al loro sbarco, venne notato un decremento della fertilità dei cavalli purosangue importati dall’Europa. Questo problema fu ottimamente risolto somministrando agli animali, assieme alla normale razione giornaliera, anche delle radici di maca.

Sperimentazioni cliniche condotte su animali in epoca recente hanno più volte dimostrato come nei ratti, nelle cavie, nei maiali, negli ovini e nei bovini la somministrazione di maca si accompagni ad un miglioramento della fertilità nonché ad un incremento del volume di sperma prodotto e del numero di spermatozoi in esso contenuto. Sono attualmente in corso numerosi studi per verificarne il meccanismo d’azione e per attestare se l’effetto sull’uomo sia da considerarsi conseguenza dell’azione degli steroli, degli isotiocianati o dei glucosinolati. Un’ipotesi possibile, ma ancora da dimostrare, potrebbe comprendere un’azione rivolta al miglioramento della circolazione a livello dei vasi responsabili della risposta erettile. Più semplicemente, l’effetto potrebbe essere dovuto ad un generale incremento dell’energia, della vitalità non accompagnato da un parallelo aumento di nervosismo (nel maca non sono presenti, ad esempio, sostanze quali la caffeina), aspetto questo che potrebbe avere una certa influenza sulla libido e sul livello delle prestazioni sessuali.

3                  Posologia

La dose normalmente consigliata e considerata priva di effetti collaterali è ascrivibile attorno ai 5-20 grammi al giorno. Le radici in polvere possono essere assunte in forma di capsule, tavolette od anche miscelate in acqua o spruzzate sui cibi. Se si desidera preparare un infuso, ottimale è quello freddo, in modo da proteggere le fragili saponine in esso contenute.

Conclusioni

Le caratteristiche potenzialmente attribuibili alla radice del maca sono molteplici e si rivelano particolarmente promettenti nei confronti della risoluzione di alcune problematiche ormai largamente diffuse nel mondo occidentale moderno.

Sebbene, gli studi che riguardano il maca siano prevalentemente indirizzati alla determinazione della sua dinamica d’azione a livello della funzione ovarica nelle donne e della risposta erettile nell’uomo, non è da escludersi che prossimamente emergano altre proprietà interessanti, quali ad esempio quelle di antiossidante (in seguito al suo contenuto in Vit E e Vit. C) ed anticancerogeno, caratteristiche già attribuibili ad alcune delle sostanze in esso contenute, quali i glucosinolati e gli isotiocianati.

Le future applicazioni di questa radice peruviana molto dipenderanno dunque dagli esiti degli studi avviati negli ultimi anni da prestigiosi ricercatori peruviani ed americani.

Tabella riassuntiva delle proprietà, gruppi di sostanze contenute nel maca (Lepidium meyenii).

MACA (Lepidium meyenii)

Proprietà/azioni

Anti fatica, afrodisiaco, nutritivo, immunostimolante, steroidale, tonico

Sostanze

Alcaloidi, proteine, aminoacidi, carboidrati, calcio, ferro, magnesio, fosforo, silice, zinco, Vit. B1, Vit. B2, Vit B12, Vit.C, Vit. E, p-metossibenzil isotiocianato, saponine, stigmasterolo, sitosterolo, tannini, beta ecdisone,

Dose consigliata

Dai 5 a 20 grammi al giorno

 

Bibliografia

1.       Rea, J. 1992 – Raices andinas: maca. In Bermejo, H. and Leon, J.E., eds, Cultivos marginados, otra perspectiva de 1492.

2.       King, Steven, 1986. – Ancient Buried Treasure of the Ande. Garden, November/December.

3.       Quiros, C. et al., Physiological Studies and Determination of Chromosome Number in maca, Lepidium meyenii. Economic Botany 50(2) pp. 216-223. 1996.

4.       Gomez, A. – Maca, Es alternativa Nutritional para el ano 2000. Informe Ojo con su Salud. No 58 August 15, 1997, Lima Peru.

5.       Walker, Morton, DPM. Medical Journalists Report of Innovative Biologics – Effects of Peruvian Maca on Hormonal Functions, Townsend Letter for Doctors & Patients, November 1998.

6.       Johns T. – The anu and the maca. J Ethnobot 1 (1981): 208-212.

7.       Leon, J. . The maca (Lepidium meyenii), a little known food plant of Peru. Economic Botany 18 (/1964):122-127.

8.       Chacon, R. C. – Estudio fitoquimico de Lepidium meyenii, Dissertation, Univ., Nac. Mayo de San Marcos, Peru.

9.     Dini, A. et al. – Chemical composition of Lepidium meyenii, Food Chemistry 49 (1994): 347-349.

 

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