LA
SALUTE E LA
QUALITÀ DELLA
VITA
Francesca Mercandelli
Le malattie non trasmissibili
che colpiscono l’uomo derivano dall’interazione di molti
fattori e tra questi universalmente è riconosciuto il ruolo
considerevole svolto dall’alimentazione, in grado di
incidere anche profondamente sullo stato di salute
dell’individuo.
Questa influenza si manifesta in
varie forme: intossicazioni e tossinfezioni, ma soprattutto
carenze acute o croniche di nutrienti indispensabili
che possono causare malattie croniche
metaboliche e degenerative nelle quali l’alimentazione
rappresenta un importante fattore di rischio o di
prevenzione.
Tuttavia la ricerca di una
correlazione tra nutrizione e salute è complessa a causa
delle difficoltà d’identificazione ed isolamento
dell’influenza di fattori co-causali (genetici, ambientali,
comportamentali) e del lungo tempo di latenza intercorrente
fra esposizione al rischio dietetico e manifestazione della
malattia.
E’ importante osservare che tra
le prime 10 cause di morte nella popolazione italiana,
cinque sono direttamente imputabili ad una scorretta
alimentazione: malattie ischemiche del cuore, tumori,
malattie cerebrovascolari, diabete ed arteriosclerosi (per
una quota del 74% dei decessi).
Alcune malattie a componente
nutrizionale hanno raggiunto dimensioni tali da diventare
problemi di sanità pubblica.
I tumori e le malattie del
sistema circolatorio sono fra le più rilevanti.
La comparsa di patologie
cronico-degenerative è strettamente legata al progredire
dell’età.
Pertanto, in una struttura
demografica destinata all’invecchiamento, come quella
italiana, tali malattie, molte delle quali direttamente
legate all’alimentazione, sono destinate ad aumentare in
misura rilevante. Tuttavia, all’aumento di morbosità, dovuto
alla crescita dell’età di morte, non corrisponde in
parallelo un aumento di mortalità, per effetto delle sempre
migliori e costose cure mediche.
Il risultato della combinazione
delle dinamiche di invecchiamento della popolazione, con
conseguente aumento dello stato di malattia e di calo della
mortalità, determina una situazione di prolungato stato di
malattia con conseguenze critiche in termini di qualità di
vita e di impiego delle risorse della società.
In risposta a questo problema
emergente, alcune scuole di pensiero della medicina, consce
dei problemi etici connessi, stanno reimpostando le finalità
ontologiche della disciplina stessa, spostando gli obiettivi
dal prolungamento «a tutti i costi» della vita,
all’elevamento della qualità della stessa durante la
permanenza in vita.
Questa accezione della salute
tende a concepire interventi, non tanto per prolungare la
vita, quanto per posticipare la comparsa delle patologie
negli ultimi anni di vita.
In
questo contesto la prevenzione rientra in misura
importante e l’alimentazione, vista l’influenza sullo stato
di salute, può contribuire in un modo determinante alla
qualità della vita stessa. I consumatori sono sempre
più consapevoli dell’influenza dell’alimentazione sul
proprio benessere e sensibili al concetto che la salute sia
un dono controllabile attraverso le scelte di vita ed in
particolare la propria dieta.
LA
DIETA
MEDITERRANEA
L’alimentazione mediterranea è riconosciuta in tutto il
mondo come un modello di alimentazione sana, correttamente
bilanciata come apporto dei singoli principi nutrizionali
(glucidi, protidi, lipidi, minerali e vitamine) e con il
giusto equilibrio fra i gruppi di alimenti:
-
pane, pasta e cereali
-
carne e pesce
-
latte e derivati
-
frutta e verdura
e
quindi ideale per il raggiungimento di un buono stato di
salute.
L’uomo moderno vive in una società dove i ritmi di vita
sempre più frenetici e il sempre maggiore numero di pasti
consumati fuori casa (al bar, fast-food e ristoranti)
rendono di fatto impossibile il raggiungimento del primario
obiettivo della dieta mediterranea: “mangiare meglio per
star meglio” causando una situazione di “disordine
nutrizionale” che, quando in eccesso, può portare a stati di
“carenza”.
In
particolare, il consumo di alimenti tende ad essere
eccessivo rispetto alle esigenze fisiologiche e sono sempre
più diffusi gli squilibri nutrizionali associati
all’insufficiente assunzione di fibre dietetiche,
carboidrati complessi, vitamine ed oligominerali, e
all’eccessivo consumo di grassi saturi e sale.
Da
questo quadro d’insieme è facile intuire come risulti
sempre più necessario razionalizzare l’alimentazione
attraverso una educazione alimentare che tenga
presenti quelli che sono i più recenti traguardi della
scienza dell’alimentazione e nutrizione.
Da che cosa
nasce l’esigenza d’integrare la propria dieta?
- Avere una
maggiore sicurezza di soddisfare il fabbisogno
nutrizionale
- Fornire sostanze
nutritive o altre sostanze utili alla corretta
funzione metabolica, alla crescita ed alla
riparazione: “effetto trofico” ed “effetto
protettivo” dei diversi nutrienti
- Ristabilire,
mantenere o migliorare il livello energetico del
corpo
- Aumentare
l’apporto di precursori necessari per la
biosintesi endogena di sostanze metabolicamente
attive.
|
INTEGRATORI
ALIMENTARI
E NUTRACEUTICI
Sotto
l’influsso di uno stile di vita profondamente modificato
rispetto al passato, con il progressivo abbandono delle
abitudini alimentari di tipo mediterraneo e l’avvento di una
alimentazione caratterizzata da elevati apporti calorici, si
è affermata la necessità dell’integrazione alimentare.
Grazie all’ integrazione della razione alimentare con
principi nutritivi di dimostrata efficacia fisiologica, con
concentrati di cibo ad “alta densità” vitaminica, proteica e
minerale, è possibile colmare gli stati di carenza già in
essere, ma soprattutto impedire che se ne formino.
Gli
integratori alimentari sono stati definiti dalla EHPM
(Federazione Europea delle Associazioni dei Produttori di
Prodotti Salutistici):
“Preparazioni come tavolette, capsule, polveri e liquidi
composte da o contenenti nutrienti, micronutrienti e/o altre
sostanze commestibili assunte in dosi unitarie, destinate ad
integrare la normale alimentazione”.
Le
principali molecole bioattive normalmente utilizzate a
questo scopo sono:
Data
l’assenza di un regolamento specifico per l’integrazione
alimentare, la legislazione che lo disciplina è quella sugli
alimenti comuni.
La
presentazione degli integratori deve seguire le indicazioni
del DL 109 del 27 gennaio 1992 che attua le direttive 89/395
CEE e 89/396 CEE sull’etichettatura, la presentazione e la
pubblicità dei prodotti alimentari.
Il
DLgs 27/02/92 definisce i prodotti dietetici come:
“ prodotti alimentari che, allo
scopo di rispondere ai requisiti richiesti dalle diete
speciali o di completare ovvero sostituire l’alimentazione
ordinaria, subiscono uno speciale processo di lavorazione o
vengono integrati con protidi, lipidi, glicidi, vitamine,
sali minerali o comunque sostanze atte a conferire
particolari definite proprietà dietetiche”.
L’integratore alimentare non è ne un medicinale ne un
alimento dietetico, non ha limiti di dosaggi imposti per
disposizione legislativa, ma ha l’obbligo naturalmente di
attenersi al principio della non-tossicità che vale per
tutti gli alimenti.
Lo
scopo degli integratori alimentari non è la sostituzione dei
farmaci, ma è quella di costituire per il consumatore
alimenti con un’efficacia fisiologica certa, assumibili
senza posologie attraverso una normale dieta e con una
azione esclusivamente preventiva.
Gli
integratori vengono spesso definiti anche NUTRACEUTICI
-
termine americano che
fonde due parole: “Nutrition” e “Pharmaceutical”- ponendo
l’accento sulla stretta correlazione esistente tra alimento
di cui ci
cibiamo e l’effetto benefico, quasi terapeutico per la
salute.
I
nutraceutici sono di fatto il limite estremo rispetto al
settore farmacologico.
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Alimenti
Farmaci
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Alimenti
convenzionali
Farmaci convenzionali
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Alimenti
arricchiti
Farmaci OTC
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Alimenti
light
Suppl. per alimenti
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Alimenti
funzionali
Nutraceutici
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FIBRA
ALIMENTARE
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| |
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La fibra
alimentare gioca un ruolo vitale nella
nutrizione e nella dieta perché insieme alle
vitamine e agli oligoelementi è una delle
componenti che spesso vengono fornite in
quantità insufficienti.
I valori di
introduzione di fibra alimentare nei paesi
economicamente sviluppati nel decennio
1990-00 sono risultati infatti inferiori,
tra i 21 e i 25 g/die, rispetto al valore
minimo di 30g/die consigliato nelle linee
guida dai LARN.
|
|
Solo in tempi relativamente
recenti la scienza dell’alimentazione si è occupata di fibre
alimentari.
Le fibre non vengono degradate
dagli enzimi digestivi, non possono essere assorbite
dall’organismo e non forniscono, quindi, alcun apporto
calorico: per questo erano considerate inutili.
Oggi si è invece capito che le
fibre, paragonate un tempo a veri e propri scarti
alimentari, esercitano funzioni meccaniche e metaboliche
essenziali per l’equilibrio organico.
All’apporto con la dieta di
un’adeguata quantità di fibra si è iniziato a dare
importanza da quando si è osservato che le popolazioni, la
cui alimentazione comprendeva un elevato apporto di fibra
vegetale, erano meno soggette ad alcune malattie
dell’apparato digerente ( diverticolosi, colite, colon
irritabile, stipsi, ermorroidi) e a disturbi del metabolismo
(diabete mellito, colesterolemia), rispetto alle popolazioni
che assumevano bassi livelli di fibra nel regime alimentare,
in quanto privilegiavano glucidi raffinati, prodotti di
origine animale e pane bianco.
L’introduzione di cibi poco
voluminosi comporta una minore distensione dello stomaco e
quindi un minor senso di sazietà che induce ad introdurre
ulteriormente cibo, provocando il rallentamento del transito
intestinale e la necessità di una maggiore pressione
intraluminale ed addominale per la progressione fecale e per
l’evacuazione.

Di
questi 30g/die, 2/3 dovrebbero essere rappresentati
dalle fibre insolubili e
1/3 da quelle solubili.

Azioni
della fibra
dietetica
|
NEL
CIBO Dà una maggiore solidità
e consistenza, trattiene l’acqua .
|
|
IN BOCCA
Favorisce la masticazione, stimola la
secrezione salivare.
|
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NELLO STOMACO
Provoca distensione e diluizione, prolunga il
tempo di svuotamento gastrico. Favorisce il
senso di sazietà.
|
|
NEL TENUE
Provoca distensione e diluizione;
ritarda
l’assorbimento, risultando utile nella prevenzione e
terapia dell’obesità, del diabete, delle
dislipidemie.
|
|
NEL COLON
Provoca distensione e diluizione, trattiene l’acqua,
assorbe ioni, interviene sulla componente batterica.
|
|
NELLE FECI
Le rende più soffici e ne aumenta il volume,
riducendo la stipsi.
|
Gli effetti
della fibra a livello fisiologico sono dovuti alle loro
proprietà fisiche:
Capacità di legare e/o
trattenere acqua
Abilità ad assorbire ed
adsorbire materiale organico
Capacità di scambiare
ioni
Formazione di gel
Solubilità o insolubilità in
acqua
Classificazione
delle
fibre
In base alle proprietà
fisico-chimiche, le fibre alimentari vengono divise in due
gruppi:
E’ importante considerare
separatamente le due classi per la loro differente
funzionalità ed effetto prodotto sul metabolismo umano.
FIBRA
INSOLUBILE
A tale gruppo appartengono
polisaccaridi lineari o ramificati polimerizzati attraverso
legami di tipo
b
o a,
ma comunque non idrolizzabili dagli enzimi digestivi e
insolubili in solvente acquoso.
La capacità di assorbimento
d’acqua e altre sostanze è in genere modesta.
CELLULOSE:
omopolisaccaride del glucosio con legami
b (1-4)
CELLULOSE
MODIFICATE
EMICELLULOSE:
eteropolisaccaridi costituiti da xilani,
galattani, mannani
LIGNINE: polimeri
del fenilpropano
AMIDO RESISTENTE
(RS1-RS2-RS3)
|
Fanno parte delle fibre insolubili:
Fonti: sono
fonti di fibra insolubile la maggior parte dei cereali
integrali che proprio nella parte periferica della
cariosside presentano un quantitativo abbondante di
cellulose, emicellulose e lignina. Normalmente i prodotti
ricchi in fibra insolubile sono le crusche di
frumento, segale, riso etc.
Spesso la frazione cruscale dopo
aver subito un processo tecnologico (macinatura, estrazione
di frazioni particolari, etc) viene inserita all’interno di
prodotti alimentari (prodotti arricchiti in fibra) oppure
viene ridotta in tavolette e venduta come integratore
alimentare di crusca (nutraceutico).
Alcuni alimenti sono ricchi di
un'altra fonte di fibra insolubile, l'amido resistente
(banana, prodotti da forno dopo cottura, cereali per la 1a
colazione dopo estrusione) che è un amido non degradabile
enzimaticamente.
Attività fisiologica:
l’effetto fisiologico esplicato dalle fibre insolubili è
prevalentemente di natura
<<
biodinamico
>>
a livello dell’apparato digerente.
Nella bocca le fibre aumentano
la durata della masticazione, contribuendo all’aumento del
senso di sazietà.
Nell' intestino rendono più
veloce l’avanzamento del digerito aiutando la peristalsi.
A differenza degli altri
nutrienti le fibre insolubili non subiscono fermentazioni
batteriche significative nell’intestino
crasso.
Danno luogo a quello che viene
comunemente definito “effetto zavorra”:
Aumento del peso delle feci;
Aumento della velocità di
transito intestinale e della pressione intraluminale del
colon;
Leggero abbassamento del livello
ematico di colesterolo che viene sequestrato dalla fibra ed
espulso: è stata dimostrata una debole capacità sequestrante
delle fibre insolubili nei confronti dei sali degli acidi
biliari, di ioni, enzimi, lipidi e micronutrienti
inorganici.
Diminuzione dell’assorbimento di
sostanze cancerogene.
Ad una alimentazione ricca in
fibre insolubili viene spesso attribuito un ruolo preventivo
nelle malattie come la diverticolite e il cancro al colon
grazie a due azioni:
1)
l’aumento della velocità di transito intestinale:
protegge la mucosa dal contatto prolungato con sostanze
tossiche-mutagene che sono presenti nella dieta o che si
formano come metaboliti durante la digestione;
2) l’assunzione prolungata di
fibra insolubile diminuisce la velocità di turnover
cellulare con conseguente diminuzione del rischio di
insorgenza tumorale.
FIBRE SOLUBILI
Ne fanno parte i polisaccaridi
caratterizzati dall’elevata solubilità in acqua e dalla
capacità, più o meno spiccata, di formare soluzioni viscose
gel simili.
Fanno parte delle fibre
solubili:
Fonti: in
natura le fonti di fibra solubile sono principalmente la
frutta e la verdura (pectine), i cereali (arabinoxilani),
l’orzo e l’avena (beta glucani).
Attualmente sono considerate
buone fonti di fibra solubile anche alcune specie di funghi
eduli ed alcuni tipi di alghe.
Esiste un numeroso gruppo di
fibre che si ottengono dalla fermentazione batterica
(pantani) o dalle alghe (alginati).
Attività fisiologica:
dal punto di vista biodinamico le fibre solubili, a
differenza delle insolubili, formano soluzioni altamente
viscose nel tratto gastro-intestinale rallentando lo
svuotamento gastrico e l’avanzamento nel tratto intestinale.
Gli effetti principali delle
fibre solubili si esplicano a livello del metabolismo dei
carboidrati e dei lipidi.
EMICELLULOSE SOLUBILI
GOMME e MUCILLAGINI:
Beta Glucani: catene lineari di
glucosio con legami
b
(1-3; 1-4)
Glucomannani:
eteropolisaccaridi formati da glucosio e
mannosio
Psyllium:
eteropolisaccaride galattosio, arabinosio ,
xilosio, acido galatturonico
Pectine:
polisaccaridi a base di acido galatturonico e di
ramnosio
OLIGOSACCARIDI:
Inulina:
eteropolisaccaride formato da glucosio e
fruttosio
FOS:
frutto-oligosaccaride
ottenuto da idrolisi enzimatica dell’inulina
|
Metabolismo carboidrati
RIDUZIONE del GLUCOSIO
POSTPRANDIALE
Realizzano un “effetto tampone”
nei confronti dell’assorbimento del glucosio che viene
dunque distribuito nel tempo senza dar luogo a picchi
glicemici.
Questo effetto, ben
rappresentato dal basso GI (indice glicemico) di prodotti
arricchiti in fibra solubile, porta notevoli vantaggi ai
diabetici nel controllo del metabolismo del glucosio e nella
conseguente liberazione di insulina.
Questi benefici sono rivolti
anche ai soggetti sani, infatti è dimostrato che una curva
appiattita di assorbimento del glucosio sia salutare.
Metabolismo lipidico
EFFETTO IPOCOLESTEROLEMIZZANTE
Diminuiscono i livelli di
colesterolo e di LDL grazie ad una azione sequestrante nei
confronti degli acidi biliari a livello intestinale che ne
riduce il ricircolo enteroepatico costringendo il fegato ad
incrementare l’utilizzo delle LDL plasmatiche per la sintesi
di nuovi acidi biliari.
Un nutrito numero di esperimenti
effettuati sull’uomo ha dimostrato che l’assunzione
quotidiana di un adeguato quantitativo di fibra solubile è
in grado di abbassare il livello di colesterolo ematico.
Il meccanismo preciso per
spiegare questo fenomeno non è stato completamento chiarito.
È ipotizzabile che l’aumento della viscosità dovuta alla
presenza delle fibra solubile, influenzi la formazione
micellare e di conseguenza l’assorbimento lipidico. Da
notare che l’abbassamento del livello del colesterolo è
assunzione-dipendente, cioè se la dieta non prevede più una
supplementazione con fibra solubile il livello ematico tende
a ritornare quello iniziale.
Alcune fibre solubili sono in
grado di intrappolare nella loro matrice gel-simile steroli
e sali biliari che vengono rimossi dal corpo umano.
Azione fermentativa
di selezione della flora intestinale.
Le fibre solubili sono
parzialmente metabolizzate dalla microflora dell’intestino
crasso con:
- Aumento dei batteri utili come
bifidobatteri e batteri lattici (effetto prebiotico) a
scapito di quelli patogeni e conseguente aumento del peso
della massa fecale, facilitandone l’espulsione;
- Produzione di acidi grassi a
corta catena (SCFA) come acido acetico, propionico,
butirrico, ( i primi tre rappresentano circa l’85% del
totale), valerianico, isovalerianico, capronico, caprilico e
altri, che contribuiscono ad una serie di effetti positivi
per l’uomo tra i quali:
- sono rapidamente metabolizzati
dalle cellule dell’epitelio intestinale per ottenere
energia;
ü
sono metabolizzati dal fegato e in questo caso
interferiscono sul metabolismo dei glucidi e dei lipidi
modulando la glicemia postprandiale;
ü
svolgono una azione trofica sulla mucosa intestinale
prevenendo malattie. In particolare l’aumento della
concentrazione dell’acido butirrico esplica un effetto
protettivo nei confronti dell’insorgenza del cancro al
colon, stabilizzando il turnover delle cellule mucosali di
questo tratto di intestino;
ü
riducono il pH intestinale favorendo lo sviluppo
della microflora fermentativa a scapito di quella
putrefattiva.
AZIONE DIMAGRANTE
Le fibre solubili, formando
soluzioni altamente viscose nel tratto gastrointestinale,
tendono a rallentare lo svuotamento gastrico dando senso di
sazietà. Fibre come Psyllium, Beta-Glucani e Glucomannani
aumentano la viscosità del contenuto intraluminale durante
la digestione, favorendo una diminuzione dell’assorbimento
di sostanze come sali biliari, glucosio, nutrienti e piccole
molecole a livello dell’intestino tenue.
Miglioramento della
BIODISPONIBILITA’ dei MINERALI come Fe, Mg, Ca, Zn, Cu.
Solo recentemente si è venuti a
conoscenza del ruolo svolto dalle fibre nei confronti della
disponibilità digestiva dei minerali (ferro, magnesio,
calcio, zinco, rame).
Le fibre solubili (fibra
d’acacia, inulina, frutto-oligosaccaridi, glucomannani,
b-glucani,…),
migliorano la biodisponibilità dei minerali come il calcio,
il magnesio e il ferro perché, essendo fermentate dalla
microflora intestinale ad acidi grassi a corta catena,
abbassano il pH dell’intestino favorendo l’assorbimento del
calcio a livello del grosso intestino.
Poco è noto circa gli effetti
delle fibre alimentari solubili sulla biodisponibilità di
vitamine. Infatti, se attraverso la formazione di soluzioni
altamente viscose, le fibre impediscono fisicamente
l’assorbimento di lipidi nel tratto digestivo, grazie alla
formazione di soluzione altamente viscose, anche
l’assorbimento delle vitamine liposolubili potrebbe
risentirne.
Tuttavia rimane indiscutibile
che l’insieme degli effetti positivi di questi polimeri su
individui sani sia più grande di quelli negativi.
|
Fibra
|
Struttura Chimica
|
Fonti Alimentari
|
Funzioni Fisiologiche
|
|
i
n
s
o
l
u
b
i
l
e
|
Cellulose
|
Omopolisaccaridi
formati da unità di
glucosio con legami
b
(1-4)
|
Cereali integrali
(frumento, segale e
riso), legumi, frutta |
“Effetto Zavorra”
Aumento del peso delle
feci
Diminuzione del tempo di
transito intestinale
Aumento della pressione intraluminale del colon
|
|
|
Emicellulose
|
Eteropolisaccaridi
costituiti da vari
esosi,
pentosi e acidi uronici
|
Cereali integrali,
legumi, frutta e
verdura. |
Aumento della massa
fecale, feci di consistenza più omogenea e morbida
Aumento della velocità
di transito intestinale
|
|
|
Lignina
|
Polimeri del
fenilpropano |
Cereali integrali ,
frutta e verdura
|
Diminuzione del tempo di
transito intestinale
Capacità di legare sali
biliari e ioni
|
|
|
Amido resistente
|
Polimero del glucosio
|
Cereali, banana, patata
|
Aumento della massa
fecale
|
|
s
o
l
u
b
i
l
e
|
PECTINE
|
Polimeri costituiti
prevalentemente da acido galatturonico
|
Frutta e legumi
|
Formazione di soluzioni viscose con aumento del
tempo di transito intestinale
Capacità di legare sali
biliari e ioni
|
|
|
GOMME (GUAR)
MUCILLAGINI,
POLISACCARIDI DI ALGA
|
Polisaccaridi di
riserva e
mucopolisaccaridi
|
Avena , legumi,
alghe
|
Azione ipoglicemica
e ipocolesterolemizzante
Azione prebiotica
Azione dimagrante
|
|
|
Konjak
(glucomannano)
|
Polisaccaride ad alto PM
(»
2 milioni D), formato da glucosio e mannosio con
legami
b
(1-4) |
Tubero giapponese della
pianta Amorpho-phallus konjak
|
Aumento della viscosità dei succhi gastrici dato
dall’alto grado d’idrofilia
(
200g acqua/g fibra)
Riduzione del peso corporeo nei programmi dietetici
(senso di sazietà)
Modulazione
assorbimento glucosio
Azione ipocolesterole-mizzante
|
|
|
Psyllium
|
Eteroxilani con legami
b
(1-4),
b
(1-3).
Frazione solubile 80%
|
Pianta indiana:
Plantago Ovata
|
Controllo del colesterolo e dei livelli di glucosio
nel sangue
Aumento della viscosità dei succhi gastrici
|
|
Fibra
|
Struttura Chimica
|
Fonti Alimentari
|
Funzioni Fisiologiche
|
|
s
o
l
u
b
i
l
e
|
INULINA
|
Fruttoligosaccaride
formato da unità di glucosio e fruttosio con legami
b
(1-3),
b(1-2)
|
Radice della cicoria
|
Azione prebiotica nei confronti dei bifidobatteri
Azione immunostimolante
Azione lassativa
Anticancerogeno nel
colon |
|
|
FOS
|
Fruttoligosaccaridi a
corta catena (GF3, GF4)
|
Dall’idrolisi enzimatica
dell’inulina o di sintesi
|
Azione prebiotica, ruolo
attivo nei confronti dei bifidobatteri
Stimolazione della
risposta immunitaria
Diminuzione dei rischi
d’infezione all’intestino
|
|
|
FIBRA di
GUAR
|
| |