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GUGGUL

Commiphora mukul

Un alleato contro il colesterolo

Claudia Valla

 


 

1                    Introduzione

La Commiphora mukul è una pianta che appartiene all’antica tradizione Ayurvedica. Le sue proprietà sono state per la prima volta decantate nel Atharva Veda, libro di scritture sacre indiane. Per lunghi secoli, la Commiphora mukul è stata prescritta per un’ampia varietà di disturbi, quali ad esempio: le artriti, i dolori articolari, le infiammazioni, l’obesità e soprattutto per tutte quelle patologie che oggi identifichiamo come legate a disordini del metabolismo lipidico. Un altro testo di riferimento della medicina Ayurvedica, il Sushrutasamhita, descrive in dettaglio l’utilità e le applicazioni della pianta del Guggul, soffermandosi in particolar modo sul trattamento dell’obesità e di ciò che nel testo viene letteralmente chiamato “ostruzione dei canali”.

Il Guggul, conosciuto in India anche come Albero della mirra, è una pianta che appartiene alla famiglia delle Burseraceae e cresce nelle aride regioni dell’India Nord-occidentale (Rajasthan, Gjarat e Karnataka), ma anche nel Pakistan e nel Bangladesh (1,2). La sua corteccia, una volta incisa alla base del tronco (fino ad una profondità di 0,75 cm), produce una resina particolare che trasuda immediatamente dopo l’effettuazione del taglio e solidifica fino alla formazione di goccioline giallognole. La resina emette un caratteristico aroma balsamico tendente all’amarognolo (3). Un solo albero è normalmente in grado di produrre circa un chilo di resina (1).

2                    Composizione chimica

La resina estratta dalla corteccia di Commiphora mukul contiene una complessa combinazione di steroidi, diterpenoidi, esteri alifatici e carboidrati (vedi tabella riassuntiva 1 e 2). Di notevole interesse farmacologico sono i particolari composti steroidei, chiamati con il termine generico di “guggulsteroni”. In base a quelli fino ad ora identificati, si possono annoverare i seguenti composti: guggulsteroli I, II, III, IV e V, nonché due diversi isomeri chiamati guggulsteroni E e Z (isomeri geometrici di pregna-4,17(20)-dien-3,16-dione). Questi ultimi due in particolare, sono stati oggetto di numerose ricerche, dal momento che rappresentano i principali responsabili del benefico effetto sortito dal Guggul sul metabolismo lipidico (4).

E’ proprio la presenza dei guggulsteroni che rende unica la specie della Commiphora mukul tra tutte le altre appartenenti alla stesso genere. A tal proposito è bene fare luce su alcuni aspetti che potrebbero creare confusione. La tradizione indiana è solita utilizzare il termine comune “guggul” anche per altre specie, proprio in riferimento al suo significato generico di “resina”. La presenza di guggulsteroni rappresenta quindi il tratto distintivo che differenzia la specie della Commiphora mukul da quelle che potrebbero essere più facilmente confuse con l’originale (ad esempio: Alibizia lebeck, Acacia senegal, Acacia arabica, Moringa oleifera, etc.).

Oltre ai guggulsteroni, la resina di Commiphora mukul contiene anche diterpenoidi (cembrene-A e mukulolo), pentosano, furfurale, D-galattosio, fruttosio, L-arabinosio, 4-metil etere dell’acio glucuronico, guggultetroli (esteri di C18, C19 E C20 idrocarboni polidrossilati saturi) e steroidi derivati dal pregnane e dal colestane (5). In seguito poi all’effettuazione di un processo di distillazione a vapore, dalla resina, si ottiene un olio aromatico essenziale contenente monoterpeni, mircene, camforene, polimircene e cariofillene (6).

Le parti aeree della pianta di Commiphora mukul contengono beta sitosterolo, myricil alcol e molti aminoacidi (cisteina, istidina, lisina, arginina, acido aspartico, serina, acido glutammico, treonina, alanina, prolina, tirosina, triptofano, valina, leucina ed isoleucina) (2). I fiori, invece, sono ricchi di flavonoidi, soprattutto quercetina (7).

3            Caratteristiche dei prodotti a base di Commiphora mukul

Dal momento che il consumo della forma nativa del guggul è associata ad effetti collaterali sgradevoli (soprattutto disturbi di tipo gastrointestinale), i prodotti a base di Commiphora mukul sono normalmente sottoposti ad un processo di purificazione. Tale operazione è in grado di separare la frazione definita come solubile (45%) da quella insolubile (55%) con l’aiuto di solventi quali etil-acetato, alcol o etere di petrolio.

La frazione alla quale sono normalmente associati gli effetti collaterali è quella insolubile, mentre è nella solubile che si trovano i guggulsteroni e gli altri componenti ai quali si devono gli effetti ipolipidemizzanti ed anti-infiammatori della Commiphora mukul.

Il contenuto di guggulsteroni presente nelle polveri native si aggira attorno a valori dello 0,5-1%, mentre negli estratti purificati il contenuto può salire al 2, al 5 od anche al 10%.

4            Proprietà terapeutiche

La proprietà che ha reso più popolare nel mondo occidentale l’utilizzo della Commiphora mukul è senza alcun dubbio la sua capacità di intervenire positivamente nel metabolismo dei lipidi, contribuendo ad abbassare il livello del colesterolo cattivo (LDL) nel sangue. Tale azione è stata per la prima volta investigata e descritta in una tesi di dottorato condotta da un ricercatore indiano (8). Durante il periodo di sperimentazione, infatti, la somministrazione di Guggul in ratti resi obesi ed ipercolesterolemici da una dieta opportunemente sbilanciata, aveva chiaramente sortito l’effetto di abbassare la colesterolemia e diminuire il rischio di insorgenza di arteriosclerosi. Questo risultato incoraggiò la successiva esecuzione di numerosi studi finalizzati al chiarimento del possibile meccanismo d’azione ed all’approfondimento dei dati relativi alla sua efficacia.

I risultati più interessanti rimangono comunque quelli scaturiti dalle sperimentazioni condotte sull’uomo. In un incoraggiante studio a doppio cieco, ad esempio, cinquanta pazienti colpiti da ischemia e trattati con dosi giornaliere di 10-15 g di guggul per tre mesi, hanno sperimentato cali medi del 25% nel livello del colesterolo totale e riduzioni del 30% nei valori dei trigliceridi (9). In un’altra sperimentazione, che ha coinvolto ventidue pazienti affetti da iperlipidemia, è stata somministrata una dose giornaliera pari a 1500 mg di estratto di Guggul per un periodo di sei settimane. I risultati raccolti hanno evidenziato una riduzione della colesterolemia e della trigliceridemia rispettivamente del 24,5% e del 27,3% (10).

Uno studio clinico multicentrico che ha coinvolto duecentocinque pazienti sottoposti ad una somministrazione di 1500 mg di estratto di Guggul per tre mesi, ha messo in evidenza, nel 70% dei pazienti trattati, una significativa diminuzione del livello di colesterolo (23,6%) e di trigliceridi (22,6%) nel sangue (11).

Un’altra sperimentazione ha coinvolto centoventicinque pazienti ed ha messo a confronto la somministrazione di estratto di Guggul con quella del clofibrate, una nota specilità farmaceutica ad effetto ipolipidemizzante. La riduzione media del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue in risposta al trattamento con l’estratto standardizzato è stata rispettivamente dell’11% e del 16,8%. In particolare, la somministrazione di Guggul ha provocato un aumento pari al 60% del livello di colesterolo buono (HDL) nel sangue. I pazienti trattati, invece, con clofibrate hanno presentato una diminuzione della colesterolemia e della trigliceridemia pari rispettivamente al 10% ed al 21,6% (11).

L’utilizzo di Guggul si è rivelato un vantaggioso trattamento aggiuntivo alla dieta (ad alto contenuto di frutta e verdura) normalmente consigliata nei casi di ipercolesterolemia. In uno studio condotto su sessantuno pazienti sottoposti ad un regime dietetico controllato ed all’assunzione giornaliera di 100 mg di guggulsteroni per un periodo di sei mesi, si è osservata una diminuzione dell’11,7% per il colesterolo totale, del 12,5% per il colesterolo LDL, del 12,0% per i trigliceridi e dell’11,1% per il rapporto colesterolo totale/lipoproteine ad alta densità HDL (12).

L’azione ipocolesterolizzante attribuita alla Commiphora mukul è ascrivibile in particolar modo alla presenza di guggulsteroni. Fino ad oggi sono stati ipotizzati quattro diversi meccanismi d’azione.

a)       I guggulsteroni potrebbero interferire con la formazione delle lipoproteine andando ad inibire direttamente la biosintesi del colesterolo nel fegato (13).

b)       I guggulsteroni incrementerebbero l’uptake dell’LDL nel fegato attraverso la stimolazione dell’attività legante dei recettori presenti nelle membrane delle cellule epatiche (14)

c)       I guggulsteroni aumenterebbero l’escrezione fecale degli acidi biliari e del colesterolo, diminuendo quindi la velocità d’assorbimento dei grassi e del colesterolo a livello intestinale (13).

d)       I guggulsteroni andrebbero a stimolare direttamente la ghiandola tiroidea (15, 16). Dal momento che i lipidi ed il colesterolo presenti nel sangue diminuiscono all’aumentare dei livelli di ormoni tiroidei in circolo, l’effetto dei guggulsteroni sulla ghiandola tiroidea potrebbe spiegare l’attività ipolipidemizzante e le proprietà anti obesità del Guggul.

La Commiphora mukul può promuovere la salute dell’apparato cardio circolatorio grazie anche alla sua capacità antiossidante ed alla sua abilità nell’inibire l’aggregazione piastrinica. Una sperimentazione condotta nel 1997 ha studiato l’effetto dei guggulsteroni sulla modificazione ossidativa dei lipidi indotta in vitro da rame (Cu++). I guggulsteroni hanno inibito non solo la perossidazione dei lipidi, ma anche la formazione di radicali liberi idrossilati creati in sistemi di tipo non enzimatico (entrambi in maniera dose dipendente) (17).

Nel 1989, l’attività antiossidante attribuibile ai guggulsteroni è stata oggetto di una ricerca effettuata su ratti. In tale studio, sono stati somministrati 50 mg/kg di peso corporeo a ratti nei quali era stata precedentemente indotta una necrosi del miocardio con isoproterenolo (18). A tal proposito è necessario sapere che, in presenza di necrosi del miocardio, si osservano normalmente un incremento dei perossidi dei lipidi, un aumento dell’attività dell’enzima xantina-ossidasi, nonché una diminuzione dell’attività della superossido dismutasi. La somministrazione di guggulsteroni in questa sperimentazione ha sortito l’effetto di retrocedere tali cambiamenti, in modo molto simile a quanto avviene con la somministrazione di due farmaci cardioprotettivi, ovvero il propranolol e la nifedipina. Anche parte dei risultati dello studio citato in precedenza (12), confermano il potere antiossidante del Guggul. In tale studio, infatti, nel gruppo trattato con guggulsteroni, si è osservata una diminuzione nella produzione dei perossidi dei lipidi tale da suggerire un declino dello stress ossidativo pari al 33,3% se confrontato con quello rilevato nel gruppo di controllo (18).

Uno studio condotto nel 1979 ha inoltre mostrato l’attività inibente esercitata in vitro dai guggulsteroni (isomeri E e Z) della Cummiphora mukul nei confronti dell’aggregazione piastrinica indotta da adenosina difosfato (ADP), serotonina ed adrenalina (19).

La Commiphora mukul lascia però aperti gli orizzonti anche ad utilizzazioni differenti da quelle citate fino ad ora. Una sperimentazione clinica condotta su venti pazienti affetti da acne nodulocistica, ad esempio, ha confrontato l’efficacia curativa ottenuta dalla somministrazione di 25 mg di guggulsterone sotto forma di estratto standardizzato (25) con quella di 500 mg di tetraciclina, entrambi assunti due volte al giorno per tre mesi. La riduzione percentuale delle lesioni infiammatorie osservata per la tetraciclina si è aggirata attorno al 65,2%, contro il 68% dei guggulsteroni. Mentre al termine dello studio la differenza non si poteva considerare statisticamente significativa (P>0,05), dopo un periodo di tre ulteriori mesi, sono stati sorprendentemente evidenziati quattro casi di ricaduta tra i pazienti trattati con tetraciclina e solo due tra quelli trattati con guggulsteroni. E’ stato inoltre segnalato che i soggetti dotati di pelle particolarmente grassa hanno presentato una migliore risposta al trattamento con guggulsteroni.

Anche l’attività antinfiammatoria attribuita dalla tradizione indiana alla Commiphora mukul, è stata oggetto di alcuni studi, i cui risultati richiedono però ancora qualche approfondimento. Una sperimentazione condotta nel 1977, ad esempio, ha messo a confronto l’attività anti-infiammatoria della Commiphora mukul con quella del fenilbutazone e dell’ibuprofene nei ratti. La somministrazione, per un periodo di cinque mesi, di dosi giornaliere di fenilbutazone, ibuprofene e di Guggul (frazione A solubile) rispettivamente pari a 100, 10 e 500 mg/kg di peso corporeo in ratti affetti da artrite reumatoide opportunamente indotta, ha evidenziato come in tutti e tre i casi si sia potuta osservare una diminuzione del rigonfiamento articolare.

5            Dosaggi raccomandati

Il dosaggio raccomandato per i prodotti a base di Commiphora mukul deve essere commisurato al loro contenuto in guggulsteroni. Studi clinici hanno dimostrato che 25 g di guggulsteroni tre volte al giorno costituiscono la dose efficace per il trattamento dell’ipercolesterolemia e dell’iper-trigliceridemia (20).

Questa dose si traduce, ad esempio per un estratto secco di Guggul titolato al 10% in guggulsteroni, in un’assunzione di 250 mg tre volte al giorno. La somministazione degli estratti secchi di Guggul titolati al 5-10% può prolungarsi per circa 20-24 settimane.

Per la polvere di resina nativa di guggul (non purificata), invece, la dose consigliata è di 4-16 g/die da dividersi in tre singole dosi (14, 21).

6            Tossicità

Fino ad ora, in base a studi condotti su ratti, cani e scimmie, alla Commiphora mukul non sono stati associati fenomeni di teratogenicità, mutagenicità od importanti effetti a livello di tossicità acuta, subacuta o cronica (21). I prodotti non sottoposti a purificazione possono tutt’al più provocare leggeri disturbi gastrointestinali, spossatezza, diarrea, nausea e mal di testa soprattutto nei soggetti predisposti. Questi sintomi in ogni caso scompaiono con l’utilizzo di estratti purificati. Non sono comunque mai state osservate delle alterazioni a livello dei principali parametri ematochimici, né alterazioni a livello epatico o renale (1, 22).

Nonostante si possa tranquillamente affermare che l’utilizzo di Guggul sia privo di rischi significativi per la salute, è opportuno prendere alcune precauzioni. Dal momento che la Commiphora mukul può essere considerata un agente in grado di promuovere il flusso mestruale (emenogogo) ed uno stimolante uterino, è consigliabile evitarne l’assunzione in gravidanza (23). La tradizione Ayurvedica inoltre raccomanda che, nel periodo di somministrazione del guggul, si eviti l’esposizione ai raggi solari, l’assunzione di eccessivi quantitativi di alcol e l’eccessivo stress sia fisico che psichico al fine di potenziarne l’efficacia.

In aggiunta a ciò, i soggetti sottoposti a trattamenti con farmaci diretti ad alleviare i disturbi dell’apparato cardiovascolare (in particolar modo la pressione alta), dovrebbero consultare il medico prima di assumere prodotti a base di Guggul (20).

In uno studio condotto su volontari nel 1994 è stato dimostrato come una dose giornaliera pari ad 1 g di estratto secco standardizzato di guggul è in grado di ridurre significativamente il picco della concentrazione plasmatica provocata da una singola dose orale di propranolol (40 mg) e diltiazem (60 mg) in condizione di contemporanea somministrazione di tali medicinali (24).

Conclusioni

Per molti secoli, la Commiphora mukul (Guggul) è stata prescritta dalla medicina Ayurvedica per il trattamento dell’artrite, dell’obesità e dei disordini del metabolismo lipidico. Fin dagli anni sessanta, l’attività ipolipidemizzante è stata oggetto di studi approfonditi da parte di ricercatori di tutto il mondo, i quali ne hanno più volte dimostrato l’efficacia. Sebbene ulteriori ricerche siano comunque necessarie per approfondire le caratteristiche antiossidanti e la capacità di inibire l’aggregazion piastrinica, i risultati ottenuti fino ad ora sembrano comunque incoraggiare il suo utilizzo nella prevenzione delle patologie cardiovascolari. Anche il ruolo del guggul come antinfiammatorio è piuttosto promettente nonostante richieda ulteriori approfondimenti.

 Tabella 1 – Alcuni composti presenti nella Commiphora mukul aventi valenza terapeutica.

Parte della pianta

Composto

Attività

Resina

Guggulsteroni (E e Z)

Ipolipidemizzante

Ipocolesterolemico

Stimolante della tiroide

Olio essenziale

Mircene

Cariopillene

Battericida

Insetticida

Spasmolitico

Antiedemico

Antinfiammatorio

Parti aeree

Beta-sitosterolo

Quercetina

Antinfiammatorio

Ipolipidemico

Antiossidante

 

Tabella 2 – Alcuni composti presenti nella Commiphora mukul non associabili ad alcuna nota valenza terapeutica.

Parte della pianta

Composto

Resina

Diterpeni (cembrene-A, mukulolo)

Guggultetroli

D-galattosio

Fruttosio

L-arabinosio

Acido D-glucurronic (4-metil-etere)

Olio essenziale

Monoterpeni

Parti aeree

Mirycil-alcol

Aminoacidi

 

Tabella 3 – Tabella riassuntiva

Estratto secco di Commiphora mukul (Guggul)

Nome botanico

Commiphora mukul

Nome comune

Guggul

Proprietà/

azioni (principali)

Ipolipidemizzante, Ipocolesterolemico, Stimolante della tiroide, Preventivo nei confronti delle malattie cardiovascolari, Antiossidante, Stimolante della circolazione sanguigna, Anticoagulante.

 

Proprietà/

azioni (possibili)

Antinfiammatorio, Contro l’acne

Parte della pianta utilizzata

Resina

Sostanze attive

Guggulsteroni (principalmente isomeri E e Z)

Dose consigliata

Þ     25 g di guggulsteroni tre volte al giorno

Þ     250 mg di estratto titolato al 10% in guggulsteroni tre volte al giorno

 

 

Tabella 3 – Tabella riassuntiva (continua)

Estratto secco di Commiphora mukul (Guggul)

Possibili sinergie sinergie con

Lievito di riso rosso (Monascus purpureus), CLA, resveratrolo, Rhododendron caucasicum, corteccia di pino, acini d’uva, thè verde, Commiphora mukul (Guggul), acini d’uva, corteccia di pino, thè verde, aglio, acidi grassi omega tre, etc.

Possibili interazioni con farmaci

-      farmaci ad azione ipotensiva

Precauzioni

Evitarne l’assunzione in gravidanza, allattamento, in presenza di mestruazioni abbondanti, patologie al fegato o ai reni e nei bambini (consultare il medico).

 

 

Bibliografia

1.       Satyavati GV. Standardized extract a promising hypolipidaemic agent from gum guggul (Commiphora wightii) in Economic and Medicinal Plant Research, Volume 5H. Wagner and NR Farnsworth, eds. Academic Press: New York. 1991, p. 47-79.

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4.       Swaminathan S, Bakshi RK, Dev S Higher isoprenoids XIX. Guggulsterones to dexamethasone. Tetrahedron 43(16):3827-3838, 1987.

5.       Patil VD, Nayak UR, Dev S. Chemistry of Ayurvedic crude drugs-part II: Guggul resin from Commiphora mukul-part II: Diterpenoid constituents. Tetrahedron 29(2):341-348, 1974.

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