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La
fosfatidilserina come nutriente sportivo
La Fosfatidilserina (PS),
fosfolipide meglio conosciuto come costituente la matrice
strutturale di tutte le membrane cellulari e importante nel
recupero degli effetti fisiologici sul mantenimento della
funzionalità cerebrale, sembra possedere un ruolo importante
nel contrastare l’aumento del cortisolo, ormone che se
prodotto in eccessive quantità può danneggiare le proteine
muscolari.
Numerosi studi clinici (oltre 35
condotti in Europa e negli Stati Uniti) dimostrano che la PS
gioca un ruolo importante nella sintesi dei
neurotrasmettitori, contribuisce ad un miglioramento dello
stato funzionale del sistema nervoso centrale favorendone
l’attività cognitiva che tende a ridursi fisiologicamente
con l’età.
Grazie alla permeabilità alla
barriera ematoencefalica, la PS contrasta inoltre la sintesi
della Corticotropina, responsabile del meccanismo di stress
della cascata ormonale da cui è prodotto il cortisolo.
Alcuni studi riportano come la
PS assunta per via orale attenui il rilascio dell’ACTH dalla
ghiandola pituitaria in allenamenti stressanti, questo senza
influenzare negativamente i livelli di GH nel sangue. L’ACTH
infatti viaggia dal sangue alle ghiandole surrenali, dove
impone il rilascio di alcuni ormoni, incluso il cortisolo.
Il gruppo di Montelone (Monteleone
et al. "Effects of PS on the
neuroendocrin response to physical stress in human."
Neuroendocrinology, 52 1990 pag.243 – 248) ha condotto uno
studio controllato su soggetti giovani sottoposti a stress
indotto per 10 giorni; 800 mg di PS/giorno somministrati
oralmente in due dosi, alterava significativamente il
rapporto GH – cortisolo riducendone la sintesi surrenalica,
rispetto ad un gruppo placebo che effettua lo stesso
training e la stessa alimentazione.
E’ ancora da capire quale possa
essere il motivo, ma la maggioranza degli atleti che ha
usato la PS a dosaggi variabili tra 300 – 800 mg al giorno,
ha riportato aumenti di forza, resistenza e massa. Forse
questo dipende dai minori livelli di Corticosteroidi, dalla
maggiore efficienza del sistema neuromuscolare o forse da
tutti e due i fattori insieme.
Uno studio più recente condotto
dal Prof. Thomas Fahey presso la California State
University, Chico, ha dimostrato che la PS derivata da soya
(vegetale) ha la capacità di ridurre il cortisolo sanguigno
durante e dopo esercizi di body-building riducendo
notevolmente l’attività catabolica e favorendo maggiori
recuperi con conseguente aumento della massa magra.
Gli effetti dimostrati sono di
seguito elencati:
-
Evidente
riduzione della fatica e dello sforzo percepito.
-
Elevati
livelli di testosterone durante gli esercizi.
-
Riduzione
del cortisolo nel sangue del 25%.
I risultati riportati possono
ancora una volta dimostrare che la PS assume un valore
estremamente importante nel progresso dell’atleta impegnato
in attività di body-building in maniera completamente
sicura, efficace e naturale.
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