COSA CERCARE IN UN’ ELETTROSTIMOLATORE
MANUALE DI SOPRAVVIVENZA PER SCEGLIERE
In
quest’ultimo anno, nelle televisioni e nelle riviste sono comparse
innumerevoli pubblicità di “ apparecchietti ” miracolosi
per la forma fisica, contro la cellulite, antidolorifici e chissà cos’altro
tramite l’elettrostimolazione.
Ma
come facciamo a sapere qual è quello che funziona e qual è la bufala?
Di certo sono molti i parametri che spingono ad acquistare un prodotto piuttosto che un’altro, tuttavia nel campo dell’elettrostimolazione si sa ben poco visto che fino a pochi anni fa, ai più era completamente sconosciuta.
Ed
eccovi allora qualche consiglio per scegliere l’elettrostimolatore più
indicato alle vostre esigenze:
Chiedete al vostro negoziante queste caratteristiche per
avere il meglio. State sicuri che la jungla si sfoltirà moltissimo
1.
Quante uscite ha?
In commercio esistono apparecchi con svariati numero di uscite. Generalmente 2 o 4. Per allenare i gruppi muscolari in maniera ottimale servono 4 canali di uscita. Infatti, i cavi sono composti da un polo positivo ed uno negativo per un totale di 8 elettrodi (6 nei casi dove si utilizzino elettrodi a 2 uscite per i poli negativi).
Un maggior numero di uscite sarebbe superfluo visto che: innanzi tutto la posizione per la seduta di allenamento è fondamentale e difficilmente si riuscirebbe a mantenere una posizione che vada bene per due gruppi muscolari contemporaneamente. Secondo: per poterlo fare in due persone contemporaneamente servirebbe una potenza non ottenibile da un apparecchio a batteria.
2 canali sono insufficienti salvo che non vogliate allenare un braccio alla volta o mezzo addominale. Gli apparecchi in commercio con 2 uscite vantano la possibilità di poter sdoppiare i cavi. Ovviamente questo porta matematicamente a dimezzarne la potenza, quindi sdoppiandoli, la potenza è talmente poca da non poter ottenere risultati soddisfacenti. Senza trascurare che una macchina a due canali comunque, in produzione, costa la meta’ di quattro canali. pertanto se proprio la ritenete sufficiente alle vostre esigenze sappiate che dovra’ costare circa la meta’ di quelle a quattro canali. Inoltre, sdoppiando i cavi diventa impossibile segnalare il difetto di elettrodo (vedi paragrafo successivo)
2.
Segnala il difetto di elettrodo?
ATTENZIONE vi sono apparecchi in commercio che non segnalano il difetto di elettrodo. Ovvero, se malauguratamente un ‘ elettrodo si stacca dalla pelle per qualsiasi motivo , la macchina continua a funzionare……cio’ significa che la potenza che prima avevamo previsto di distribuire su piu’ punti ora si riverserà solo sugli elettrodi rimasti attivi….con possibilità di ricevere scosse pari al triplo o quadruplo della vostra sopportazione.
Con i canali sdoppiati , quando si stacca un’elettrodo la corrente continuera’ sull’altro rimasto attaccato
ESIGETE un’apparecchio che segnali il difetto di elettrodo non appena questo si stacchi dalla pelle.
Ps. In alcuni casi ci sono apparecchi che segnalano regolarmente il difetto di elettrodo fermando la macchina, ma una volta risistemati gli elettrodi bisognera’ ripartire da capo con il programma dall’inizio. Altri invece vi fanno ripartire da dove avevate interrotto facendo solo i minuti residui
3.
E’ un generatore di corrente o di tensione?
In un generatore di tensione varia la quantità di corrente, quindi se incontra uno strato adiposo o della peluria o qualunque altro ostacolo ,verra’ emessa una maggior quantità di corrente nel corpo senza quindi rispettare i principi fondamentali dell’elettrostimolazione e cioe’ l’impiego della quantità minima di corrente atta a provocare una contrazione muscolare. Si avrà invece una dispersione gratuita di corrente non localizzata. Appare lampante come la stimolazione possa risultare sgradevole e pericolosa.
Un generatore di corrente costante (a tensione variabile), invece, varia la tensione in maniera esattamente proporzionale a quella della resistenza dei tessuti garantendo sempre la quantità di corrente prevista nell’unità di tempo, evitando così dispersioni di corrente e rendendo efficace il trattamento e garantendo quindi piu’ potenza.
4.
Che tipo di onda emette?
Per essere efficace e non nociva, il tipo di onda deve essere perfettamente quadra/rettangolare compensata e bifasica. In tutti gli altri casi (onda sinuisoidale, onde non compensate, ect.) si possono avere danni anche gravi , come la ionizzazione o l’ustione del tessuto.
ATTENZIONE In molti la dichiarano , in realtà test all’oscilloscopio dimostrano come alcune dichiarazioni non siano reali.
Per
essere certi che sia un vero generatore di corrente con un’onda perfettamente
quadra/rettangolare ,compensata e bifasica verificate che nel
caso vanti trattamenti terapeutici venga garantita la possibilita’ di
utilizzo in presenza di mezzi di osteosintesi. (viti o placche metalliche )
questa garanzia non potrà darvela un generatore di tensione.
5.
Quali batterie utilizza, e qual’è la loro autonomia
Domanda
molto utile per un’ulteriore verifica sul fatto se sia un generatore di
corrente o di tensione. Un vero generatore di corrente che i rispetta i
parametri puo’ vantare un’autonomia dalle 20 alle 35 ore, che sono
un’infinita’ rispetto a stimolatori che emettendo una maggior quantità di
corrente (dannosa come abbiamo visto) si aggirano dalle 2 alle 5 ore di
autonomia. In alcuni casi addirittura di meno
6.
E’ un’apparecchio medicale con certificato CEE?
Il marchio CEE garantisce la qualità del prodotto e deve essere seguito da dei numeri. Il solo marchio CEE senza numeri non certifica che sia un’elettromedicale Per la certificazione di un’apparecchio medicale la sigla dovrà essere seguita da dei numeri
7.
Che programmi ha?
Fate molta attenzione al nome ingannevole dei programmi. Un’apparecchio per esempio che propone un programma anticellulite, da’ sicuramente poco affidamento e difficilmente avra’ altre argomentazioni reali, a tutt’oggi la cellulite non puo’ essere eliminata se non con un’intervento chirurgico. Con l’elettrostimolazione si ottengono risultati estetici eccezionali che vanno a COMPLETARE trattamenti anticellulite e/o dimagranti. Non toglie la cellulite e non fa dimagrire!!!!! Affidatevi alla serietà dei depliant e diffidate da quelli che vi promettono miracoli.
8.
Come si usa? E’ fornito di display?
La tecnologia permette oggi di avere display intuitivi dove semplicemente confermando delle scelte e’ possibile accedere al programma piu’ adatto a noi, . Chiedete se è fornito di un display all’avanguardia ,chiaro ,ampio,intuitivo se non volete impazzire a cercare di capire con il manuale alla mano , quali programmi usare e con quale manopolina ottenere quel programma, in alcuni casi addirittura, i programmi vengono chiamati nei modi piu’ fantasiosi sulle brochure mentre poi nella macchina vi ritroverete a cercare dei numerini che, senza il manuale al fianco non saprete mai a quale programma corrispondono.
se vi sembra difficile quando ve lo spiegano ,figuratevi quando dovrete usarlo da soli.
9.
Quanto ingombra?
Troppe volte si crede che più sia ingombrante e più sia professionale. Siamo arrivati ad un punto di tecnologia dove si può avere il massimo in poco peso. Ci sono in commercio dei “casermoni” da 1 chilo e mezzo, poco maneggievoli e che sicuramente non possiamo portarci in vacanza o in allenamento.
10.
Quanto costa?
Sicuramente il fitness è uno dei settori dove l’Italiano spende di più in assoluto. Ciò non deve significare assolutamente che dobbiamo buttare via i soldi. Gli apparecchi a 4 uscite affidabili in questo momento variano dal milione al milione e mezzo circa. Non sempre chi più spende , meno spende.
Ricordate che il costo
di un’apparecchio a due uscite dovrebbe essere circa la metà di quello a 4
uscite.
Valutate bene tutte le caratteristiche qui elencate per valutare se il prezzo e’ un “bon prix”
11.
I professionisti quale usano davvero?
non
sempre i professionisti che pubblicizzano un prodotto, lo utilizzano.
Informatevi su quali
elettrostimolatori usano gli ospedali, i calciatori professionisti, i
fisioterapisti, i ciclisti, o addirittura le universita’ per fare ricerche
sull’elettrostimolazione, vedrete veramente scomparire all’orizzonte tutta
la jungla che ci sta assalendo.