1
Che cos’è
Il
normale chitosano è un polisaccaride derivato
dalla chitina. La chitina si trova, in natura,
nel plancton e nell’esoscheletro dei crostacei
(granchi, aragoste, gamberetti, etc.). La
molecola del chitosano è ottenuta da quella
della chitina tramite deacetilazione, ovvero
rimozione dei gruppo acetilici presenti in
posizione 2 (vedi figura 2). Strutturalmente,
quindi il chitosano è rappresentato da una
catena di molecole di (b-(1®4)-D-
glucosio caratterizzate dal possedere gruppi
aminici in luogo degli idrossili in posizione 2
come descritto dalla formula Poli(b-(1®4)-2-amino-2-deossi-D-glucosio).
Il
chitosano oligosaccaridico sale della vitamina
C, rappresenta un’innovazione sul fronte dei
chitosani. La sua molecola, che si presenta in
forma di ascorbato (sale della vitamina C), ha
dimensioni e peso molecolare ridotto ed è
completamente idrosolubilile. Viene ricavato a
partire dal normale chitosano (polisaccaridico)
mediante un complesso processo di trasformazione
che utilizza un enzima multifunzionale
conosciuto col nome di chitosanasi-KPB. (vedi
figura 1).
2
Proprietà
Il
chitosano oligosaccaridico sale della vitamina C
possiede alcune caratteristiche
funzionali e tecnologiche che lo differenziano
dal normale chitosano e lo rendono una molecola
versatile e innovativa (vedi
tabella 1).
Le
proprietà attribuibili al chitosano
oligosaccaridico sale della vitamina C possono
essere riassunte come segue:
Þ
Attivazione del sistema
immunitario (8, 11, 12, 13, 17, 20).
Þ
Promozione della crescita della
flora intestinale batterica, es. Bifidobacterium
(2).
Þ
Riduzione dei tassi di lipidi e
colesterolo ematico (3, 15, 16).
Þ
Attivazione della funzione epatica
(3).
Þ
Attività antibatterica (8, 11,
14a, 20)
Þ
Azione anticancerogena (1, 6, 7,
8).
Þ
Prevenzione e/o cura
dell’ipertensione (3, 9).
Þ
Prevenzione nei confronti della
diarrea e della stitichezza, regolarizzazione
della funzionalità intestinale (9, 17, 18).
Þ
Prevenzione dei disturbi correlati
al sovra-consumo di alcol (3, 18, 19)
La forma
di ascorbato (sale della vitamina C)
conferisce alla molecola del chitosano
oligosaccaride numerosi vantaggi di tipo sia
applicativo che tecnologico. Come è noto,
infatti, la presenza di vitamina C apporta
potere antiossidante, nonché promuovente nei
confronti del metabolismo cellulare, della
ricostruzione tessutale (sintesi del collagene),
dell’assorbimento del ferro, etc. Dal punto di
vista tecnologico, si ottengono invece notevoli
vantaggi in termini di termostabilità (vedi
figura 2).
2.1 Attivazione del
sistema immunitario
L’azione
di stimolazione del sistema immunitario
esercitata dal chitosano oligosaccaridico sale
della vitamina C si esplica su vari fronti. Ad
esso possono essere infatti attribuite proprietà
anticancerogene, probiotiche, antimicrobiche e
stimolanti nei confronti della funzionalità
epatica.
In alcuni
studi condotti su topi BALB/c è stato osservato
come la somministrazione di dosi superiori a 1
mg/kg di chitosano oligosaccaridico sia stata in
grado di inibire la crescita di un particolare
tipo di tumore (Meth-A). Il meccanismo coinvolto
secondo questo studio sembra essere quello di un
incremento della produzione di linfochine,
comprese le interleuchine 1 e 2, e della
conseguente proliferazione dei linfociti-T (1).
Un’azione
di questo tipo è stata confermata anche dai
risultati ottenuti in un altro studio, sempre
condotto su topi BALB/c, nel quale la
somministrazione di chitosano oligosaccaridico
ha contribuito ad incrementare le difese
immunitarie, in particolare l’azione di
contrasto esercitata da interferone-g
(IFN-g)
e interleuchina 2 (IL-2) nei confronti della
crescita del batterio Listeria monocitogenes
(11). Risultati simili sono stati ottenuti nei
topi anche nei confronti della specie batterica
Pseudomonas aeruginosa (20). In un caso è
stato verificato come la somministrazione
intraperitoneale di 50 mg/kg di chitosano
oligosaccaridico nei topi abbia incrementato la
generazione di ossigeno attivo e di conseguenza
anche il potere difensivo degli organismi
trattati (topi BALB/c) nei confronti del genere
Candida albicans (8).
L’azione
anticancerogena del chitosano oligosaccaridico è
stata dimostrata in numerosi studi condotti su
animali, in particolar modo su topi. Sono state
studiate diverse forme di tumore (sarcoma 180,
MM46, carcinoma polmonare di Lewis, etc)
(1, 6, 7, 8).
Da due
interessanti studi a doppio cieco condotti su
topi è emerso come l’assunzione di chitosano
oligosaccaridico possa esercitare un’azione
coadiuvante nei confronti della funzionalità
epatica (6, 3). Nel primo di questi studi (6), è
stato dimostrato come la somministrazione di
chitosano oligosaccaridico abbia
significativamente ridotto, rispetto al gruppo
di controllo, i danni provocati a livello
tessutale ed organico dal potente epatotossico
CCl4. Nel secondo (3), è stata
rilevata invece una diminuzione significativa di
alcuni parametri indici del danneggiamento
epatico conseguente alla somministrazione di
dosi massicce di etanolo (necrosi,
infiammazioni, accumulo di lipidi), nonché un
parallelo decremento dell’attività dell’enzima
GTP (glutamic-piruvic transaminase) (vedi
tabella 2).
Tabella
2: effetti della somministrazione del chitosano
sale della vitamina C su: assunzione di cibo
(food intake=FI), incremento di peso corporeo
(gain in weight=GW sul peso corporeo BW=body
weight), peso del fegato (liver weight=LW) ed
attività della GPT plasmatica (confronto con
fegato iperlipidico indotto da sovradosaggio di
etanolo) (3).
|
|
Controllo
|
Chit. Sale VitC +
Etanolo
|
Etanolo
|
|
FI (g/die)
|
11,0±2,4a
|
10,5±2,2a
|
8,5±3,5a
|
|
GW (BW)(g)
|
20,53±5,31a
|
19,98±1,74a
|
28,12±2,78b
|
|
LW
(g fegato/100 g BW)
|
4,76±0,83a
|
4,71±0,91a
|
4,13±0,05a
|
|
GPT
(Kamen unit/ml)
|
26,67±2,89
|
36,25±2,63b
|
48,33±2,89c
|
Per il
momento, purtroppo, i dati che riguardano
l’immunostimolazione derivata dall’assunzione di
chitosano oligosaccaridico sono ancora pochi e
coinvolgono un numero limitato di soggetti. I
risultati emersi da tali studi pilota risultano
comunque piuttosto incoraggianti.
Un’interessante sperimentazione a doppio cieco
condotta su 15 soggetti umani in buona salute (6
uomini 9 donne di età media pari a 26
± 4,6
anni) ha valutato, ad esempio, l’effetto in
termini di immunoattivazione (= misurato come
aumento dell’attivazione delle cellule NK)
provocato dalla somministrazione orale di una
singola dose di chitosano oligosaccaridico (1000
mg). Dai risultati emersi, è stato possibile
riscontrare un livello di immunoattivazione
significativamente superiore nei soggetti
trattati con il chitosano oligosaccaridico
rispetto a quelli appartenenti al gruppo di
controllo già dopo 6 e 9 ore (13).
In uno
studio condotto su soggetti giovani (bambini
sottopeso ed immunodepressi) è stato dimostrato
come la somministrazione di chitosano
oligosaccaridico abbia condotto ad un incremento
ponderale soddisfacente (se rapportato alle
medie nazionali) già dopo tre mesi di
trattamento. In tale periodo non sono stati
osservati tutti i sintomi che normalmente
accompagnano le disfunzioni correlate alla
presenza di scarse difese immunitarie (es:
stichezza o diarrea, vomito, febbre, influenza,
etc.) (17). In altre sperimentazioni condotte su
volontari sono stati osservati significativi
miglioramenti riguardo a funzionalità
intestinale, menorralgia, nonché a quella
sintomatologia che compare il giorno successivo
all’assunzione di un’elevata quantità di alcool
(mal di testa, nausea, vomito, diarrea,
nervosismo, insonnia, spossatezza, etc) (18,
19).
2.1 Riduzione del
livello di colesterolo e trigliceridi nel sangue
La
riduzione del tasso ematico di colesterolo e di
trigliceridi è ottenuta dal chitosano
oligosaccaridico mediante un meccanismo
differente da quello utilizzato dal chitosano
normale (polisaccaridico). Mentre, infatti, il
chitosano polisaccaridico riduce fisicamente
l’assorbimento dei grassi introdotti con la
dieta, il chitosano sale della vitamina C può
essere assorbito ed agire a livello sistemico,
garantendo un’efficacia più duratura. Inoltre,
il chitosano oligosaccaridico non comporta la
diminuzione dell’assorbimento di alcuni
importanti micronutrienti, quali le vitamine
liposolubili ed i minerali, come accade invece
per il chitosano polisaccaridico.
E’ noto
come valori alti di colesterolemia e
trigliceridemia non derivino soltanto dalla
quantità di grassi animali introdotti con la
dieta, ma anche da fattori genetici, legati
all’età, al sesso, allo stile di vita
(sedentaria o meno), alla glicemia,
all’assunzione di alcool ed al fumo di
sigaretta. In questo ambito è comprensibile come
la modalità d’azione più efficace e completa sia
quella che vada a coinvolgere più dall’interno
la modulazione dei livelli plasmatici di
colesterolo e trigliceridi. Sembra che le
dinamiche coinvolte nell’azione
ipolipidemizzante ed ipo-colesterolemizzante del
chitosano oligosaccaridico facciano appello ai
seguenti processi:
ü
Controllo della sintesi epatica di
acidi biliari.
ü
Azione coadiuvante della
digestione tramite facilitazione della
secrezione degli acidi biliari.
ü
Regolarizzazione della
funzionalità intestinale mediante l’esercizio di
un’azione di controllo della secrezione acida
epatica ed attivazione della flora batterica
probiotica.
Particolarmente interessanti sono a questo
proposito i risultati ottenuti in uno studio
condotto su topi (3) nel quale, oltre ai
parametri relativi alla funzionalità epatica,
sono stati determinati, in funzione del dosaggio
del chitosano sale della vitamina C
somministrato, anche la colesterolemia totale
(TC), quella HDL ed i trigliceridi (TG) (vedi
tabella 3).
Tabella
3: effetti di un ciclo di somministrazione di
0,05; 0,125 e 0,25 g/kg BW di chitosano sale
della vitamina C per 28 giorni
su ratti
maschi Wistar. Dai risultati è possibile notare
come, mentre all’interno di ogni gruppo di
dosaggio il livello di colesterolo HDL non è
variato significativamente, i livelli serici di
colesterolo totale (TC) e trigliceridi (TG) sono
diminuiti significativamente (P<0,05) (3).
|
Dosaggio Chitosano sale vit. C
(g/kg BW)
|
TC (%)
|
TG (%) |
HDL (mg/dl)
|
|
0,05
|
-9,9
|
-19,7
|
-
|
|
0,125
|
-15,1
|
-23,3
|
-
|
|
0,25
|
-23,6
|
-17,0
|
+0,2
|
3
Tossicologia
In
seguito all’effettuazione di studi tossicologici
mirati è stato possibile determinare alcune
importanti caratteristiche farmacologiche del
prodotto chitosano oligosaccaride sale della
vitamina C (14 a, b, c).
1.1
Attività
antimicrobica
ü
Prodotto testato: chitosano
sale della vitamina C.
ü
Mezzo utilizzato: (Glu
0,1%, NaCl 0,2%, Agar 1,8%, pH 7,4).
ü
Metodo utilizzato:
diluizione a 3 step su piastra di agar per ogni
specie batterica testata (0,5 mL di soluzione in
48 pozzetti). Il mezzo è stato concentrato 2
volte per minimizzare l’effetto volumetrico. Il
pH è stato portato a 6,5. Concentrazione
iniziale della sostanza in soluzione pari a
0,5g/4mL.
I.
0,5 ml (mezzo concentrato 2 volte; pH
controllato)+0,25ml (sostanze)-soluzione
iniziale diluita 2 volte.
II.
0,5 ml (mezzo concentrato 2 volte; pH
controllato)+0,15ml (sostanze)-soluzione
iniziale diluita 2 volte.
III.
0,5 ml (mezzo concentrato 2 volte; pH
controllato)+0,05ml (sostanze)-soluzione
iniziale diluita 2 volte.
|
|
Mezzo |
Sostanza
Chitosano sale della Vit C
|
Concentrazione finale (mg/ml)
|
|
I
|
0,25 ml
|
0,25 ml
|
62,5
|
|
II
|
0,25 ml
|
0,15 ml
|
37,5
|
|
III
|
0,25 ml
|
0,05 ml
|
12,5
|
ü
Risultati e discussione: il
chitosano sale della vitamina C
esercita effetto inibente nei
confronti della crescita di alcune specie
batteriche come indicato in
tabella 4
(14a).
Tabella
4: risultati ottenuti in termini di attività
antimicrobica per la sostanza chitosano
sale della vitamina C
nei confronti di alcune specie batteriche (14a).
|
Materiali
|
Sostanza testata
Chitosano sale della vitamina C
|
|
Batteri
|
62,5mg/ml |
37,5mg/ml
|
12,5mg/ml
|
|
G(+)
|
Bacillus subtilis
|
O
|
|
|
|
|
Staphylococcus aureus
|
O
|
|
|
|
G(-)
|
E coli |
O
|
O
|
|
|
|
Pseudomonas sp.
|
O
|
|
|
3.2 Citotossicità
ü
Prodotti testati:
chitosano sale della vitamina C
(ascorbato, 55% in glucosamina), chitosano
aspartato (sale organico, 65% in glucosamina),
controllo (chitosano oligosaccaride 70%).
ü
Linee cellulari utilizzate:
normali (BCE-cellule endoteliali capillari
bovine); semi cancerogene (ECV304-cellule
endoteliali ombelicali umane); cancerogene
(U87MG, D54MG-cellule umane di glioblastoma).
ü
Risultati: mentre il
chitosano oligosaccaride reagisce con MTT (mezzo
culturale di tipo tessutale) in alte
concentrazioni, non è stato possibile stabilire
in modo esaustivo la citotossicità. Nelle linee
cellulari tumorali sono state osservate alcune
piccole differenze in termini di citotossicità
tra le tre sostanze testate (vedi
figura 3). Nelle linee cellulari normali,
invece, tali differenze non sono state
riscontrate. In base ai risultati globali
ottenuti, è stato possibile concludere che le
sostanze oligosaccaridiche testate non possono
essere considerate citotossiche (14b).
3.3 Tossicità acuta
ü
Prodotti testati:
chitosano sale della vitamina C
(ascorbato, 55% in glucosamina),
chitosano aspartato (sale organico, 65% in
glucosamina), controllo (chitosano
oligosaccaride 70%).
ü
Animali utilizzati: 20 topi
BALB/C di 6 settimane maschi ed altrettanti
femmine.
ü
Dosaggio: massimo di 10g/kg
diluiti in acqua distillata
ü
Modalità di somministrazione:
orale.
ü
Osservazioni: il giorno
della somministrazione è stata osservata la
sintomatologia generale (stato generale, sintomi
di avvelenamento, motilità ed aspetto) ad
intervalli di ogni ora per le prime 12 ore.
L’eventuale sopraggiungimento della morte
dell’animale è stato osservato una volta al
giorno a partire dal secondo fino al
quattordicesimo giorno. Il peso corporeo è stato
misurato tre volte, vale a dire: appena prima
della somministrazione e, successivamente, ogni
sette giorni.
ü
Risultati e discussione:
alle dosi testate non sono stati osservati né
casi di morte, né sintomi clinici, né
cambiamenti significativi in termini di peso
corporeo in nessuno dei gruppi di soggetti che
hanno partecipato allo studio (14c).
Tabella 1: Specifiche tecniche del
chitosano sale della vitamina C idrosolubile
|
nome commerciale
|
Chitosano
sale della vitamina C idros.
Ò
|
|
Nome generico
|
Chitosano oligosaccaridico
idrosolubile in forma di sale
dell’acido ascorbico
|
|
descrizione
|
Polvere
di colore giallo chiaro
|
|
grado
|
Alimentare
|
|
pH (5% Sol.)
|
4,0-6,0
|
|
solubilita’
|
pH
3,0-10 |
|
viscosita’ (5% Sol)
|
15 cps
|
|
ceneri
|
Max
0,5% |
|
Arsenico (As)
|
Max 2
ppm |
|
Metalli Pesanti (Pb)
|
Max 10
ppm |
|
Peso molecolare
|
400-2000
|
|
Granulometria (passaggio attraverso
80 Mesh) |
Min 95,0 % |
|
Cl-
|
Max 0,2 |
|
Metanolo
|
Negativo
|
|
Total plate count
|
Max
3000/g |
|
E. coli |
Negativo
|
|
d-glucosamina
|
Min
50,0 % |
Figura
1: processo attraverso il quale viene ottenuto
chitosano sale idrosolubile della
vitamina C.
La degradazione della molecola polisaccaridica
ad unità a più basso peso molecolare
(oligosaccaride) avviene mediante utilizzo
dell’enzima chitosanasi KBP.