ACINI D’UVA
Claudia Valla
1
Introduzione
Le numerose proprietà
terapeutiche attribuibili agli acini d’uva (Vitis
vinifera, famiglia delle Vitaceae) rappresentano una
scoperta relativamente recente della moderna
fitoterapia. Gli sforzi della ricerca indirizzati
all’identificazione di nuove terapie naturali hanno
infatti condotto alla scoperta della presenza di
numerosi componenti ad elevato potere antiossidante
all’interno degli acini d’uva della specie Vitis
vinifera. Tali componenti, le cosiddette
proantocianidine oligomeriche (conosciute anche con
la sigla OPCs), sono i principali responsabili delle
molteplici virtù dell’estratto secco di acini d’uva.
Le principali applicazioni di questo estratto
riguardano, proprio in seguito all’alto potere
antiossidante, la protezione dei vasi sanguigni e
della retina, la prevenzione delle patologie
dell’apparato cardiovascolare, nonché delle allergie
e della degenerazione del collagene presente nei
tessuti. Sono state inoltre identificate proprietà
anti-infiammatorie, anti-mutagene ed anti-edematose
(1).
2
Fitochimica
La proantocianidine
oligomeriche (OPCs) presenti negli acini d’uva
appartengono ad una classe di composti polifenolici
molto diffusi in natura. Straordinaria, invece, è la
loro concentrazione negli acini d’uva: estratti
secchi ricavati dai semi di Vitis vinifera possono
raggiungere infatti titolazioni in OPCs pari
all’85-95%. Dal punto di vista molecolare, sono
molecole polifenoliche complesse composte da più
unità monomeriche (catechine ed epicatechine), la
cui attività di contrasto nei confronti delle
degenerazioni collegate alle reazioni radicaliche
(danneggiamento ossidativo a carico di tutti i
tessuti ed organi del nostro organismo) è
estremamente elevata, in alcuni casi addirittura
pari a cinquanta volte quella della vitamina C ed E
(2, 15). Sembra inoltre che l’estratto di acini
d’uva contenga acido gallico e relativi esteri,
altri composti noti per le loro proprietà
antiossidanti.
3
Proprietà
3.1 Contro
l’insufficienza venosa ed i problemi circolatori
In maniera simile a
quanto accade per gli antocianosidi presenti nel
mirtillo, gli OPCs sono in grado di stabilizzare le
pareti dei vasi sanguigni rinforzando il collagene e
le proteine presenti a livello cutaneo, tendineo,
cartilagineo e muscolare (3,4). Per questi motivi,
l’estratto di acini d’uva è consigliato nei casi di
fragilità capillare (che si manifesta come
arrossamento visibile anche a livello cutaneo) e
difficoltà a livello di microcircolazione.
Numerosi ricerche
sperimentali supportano l’applicazione dell’estratto
di acini d’uva nei soggetti affetti da insufficienza
venosa. In uno studio a doppio cieco condotto su 92
soggetti affetti da insufficienza venosa (vene
varicose), ad esempio, è stato osservato come una
dose pari a 100 mg di OPCs tre volte al giorno abbia
provocato notevoli miglioramenti a livello
sintomatico (principalmente per quanto riguarda
pesantezza, fastidio e gonfiore agli arti
inferiori). Dopo un periodo di un mese, ben il 75%
dei pazienti trattati ha rivelato sostanziali
progressi nello stato di salute dei vasi considerati
(5). Un altro studio a doppio cieco condotto su 50
persone affette da vene varicose agli arti inferiori
ha dimostrato come l’efficacia di riduzione dei
sintomi collegata ad un dosaggio pari a 150 mg/die
di OPCs sia stata largamente superiore a quella del
bioflavonoide diosmina, composto largamente
utilizzato in Europa per la cura di questa patologia
(6).
Un recente studio
condotto su ratti ha messo in evidenza le proprietà
protettive degli OPCs contenuti nell’estratto di
acini d’uva nei confronti degli eritrociti
soprattutto per quanto concerne la perossidazione
dei fosfolipidi di membrana e l’emolisi conseguente
all’esposizione a radiazioni UVB. In particolare,
tale azione si è verificata efficace nei capillari
sub-epidermali. Tutto ciò sembra incoraggiare
l’applicazione dell’estratto di acini d’uva in
preparazioni mirate a contrastare l’insorgenza e
l’esacerbazione del foto-danneggiamento cutaneo
provocato da esposizione a raggi UVB (14).
3.2
Prevenzione delle malattie dell’apparato
cardiovascolare
Proprio in seguito alle
loro spiccate proprietà antiossidanti e coadiuvanti
della circolazione, gli OPCs contenuti nell’estratto
di acini d’uva sono in grado di rappresentare un
valido aiuto per la prevenzione delle malattie a
carico dell’apparato cardiovascolare, prime tra
tutte l’arteriosclerosi e l’infarto (7,8). Sembra,
inoltre, che agli OPCs possano essere attribuite
proprietà anticoagulanti, ovvero di inibizione
dell’aggregazione piastrinica, anche se a tal
proposito necessari ulteriori studi (1).
3.3 Contro
gli edema post-operatori
Le virtù sgonfianti gli
OPCs contenuti nell’estratto di acini d’uva nei
confronti degli edema post-operatori sono ormai
note. In particolare, uno studio condotto su 63
donne reduci da un’operazione di asportazione di
cancro alla mammella, ha evidenziato come 600 mg di
OPCs al giorno per 6 mesi sono stati in grado di
ridurre significativamente il gonfiore, il dolore,
l’edema e la parestesia, ovvero tutti quei sintomi
che affliggono normalmente il braccio delle pazienti
che hanno subito questo tipo di intervento (9).
Anche gli edema presenti
nei pazienti sottoposti a lifting facciale e quelli
conseguenti ad ematomi o ferite sportive hanno
risposto positivamente al trattamento con OPCs (10,
11).
3.4 Contro
le visioni notturne
Uno studio a doppio
cieco condotto su 100 soggetti sani ha dimostrato
come la somministrazione di estratto secco di acini
d’uva pari a 200 mg/die di OPCs possa
significativamente migliorare le visioni ed i
bagliori notturni (12, 13).
3.5 Altre
potenziali applicazioni
Nonostante ulteriori
ricerche siano necessarie a tal proposito, sembra
che gli OPCs contenuti nell’estratto di acini d’uva
possano esercitare un effetto benefico e preventivo
anche nei confronti di: degenerazioni maculari
(ovvero una delle principali cause della cecità
senile), infiammazioni, allergie (soprattutto febbre
da fieno), retinopatia diabetica e cancro (1).
Alcuni recenti studi sembrano infatti attribuire
all’estratto di acini d’uva definite proprietà
antitumorali che si esplicherebbero soprattutto nei
confronti di alcune linee cellulari coinvolte nel
cancro alla prostata ed in quello della cavità orale
(16, 17).
4
Posologia e tossicità
La dose normalmente
consigliata per l’estratto secco di acini d’uva
varia in funzione del titolo in OPCS (normalmente
espresso come “Procyanidolic value”) ed alla
finalità per la quale lo si assume. Come generico
antiossidante basta infatti un quantitativo
corrispondente a 50 mg/die di OPCs. Per il
trattamento, invece, di patologie specifiche (per
es. vene varicose) il dosaggio indicato può variare
da 150 a 300 mg/die OPCs.
Gli OPCs contenuti
nell’estratto di acini d’uva sono considerati come
generalmente non tossici (18). Gli effetti
collaterali sono rari e limitati a occasionali
reazioni allergiche e leggeri disturbi digestivi.
Fino ad ora comunque non sono ancora stati definiti
dosaggi massimi di sicurezza riferibili a bambini,
donne incinta od in allattamento e soggetti affetti
da patologie al fegato od ai reni. Dal momento che
agli OPCs contenuti nell’estratto di acini d’uva
sono attribuite potenziali proprietà anticoagulanti,
è bene premunirsi non assumendo prodotti che li
contengono nel caso ci si stia sottoponendo a
trattamenti con farmaci a base di eparina o
warfarina (1).
5
Sinergie
L’assunzione
dell’estratto di acini d’uva può incrementare la sua
efficacia se associata a quella di altri estratti
contenenti OPCs, primo fra tutti l’estratto di
corteccia di pino. Anche la contemporanea
somministrazione delle vitamine C ed E ne incrementa
l’attività di contrasto nei confronti dei radicali
liberi. In particolare, infatti, mentre l’azione
della vitamina E si rivolge soprattutto agli agenti
ossidanti liposolubili e quella della vitamina C è
indirizzata alla frazione idrosolubile, l’attività
antiossidante degli OPCs contenuti nell’estratto di
acini d’uva si esplica su entrambi i fronti (1).
Per il miglioramento
della circolazione sanguigna ed il trattamento delle
vene varicose, altre sinergie potrebbero derivare
dall’abbinamento dell’estratto di acini d’uva a
quello di: mirtillo, centella asiatica, ippocastano,
thè verde, guggul ed ananas (bromelina).
Tabella riassuntiva: estratto secco di acini d’uva
|
Estratto secco di acini d’uva (Vitis
Vinifera) |
|
Proprietà/
azioni
|
Antiossidante, vaso-protettivo, contro i
disordini microcircoltori, contro
l’insufficienza venosa (vene varicose),
contro la fragilità capillare,
retino-protettivo, preventivo nei
confronti delle patologie dell’apparato
cardiovascolare, nonché delle allergie e
della degenerazione del collagene
presente nei tessuti;
anti-infiammatorio, anti-mutageno,
anti-edematoso, anti-allergico,
anticoagulante, contro visioni notturne,
degenerazioni maculari, etc.
|
|
Sostanze
attive
|
OPCs
(proantocianidine oligomeriche)
|
|
Dose
consigliata
|
Þ
50 mg/die
di OPCs (come generale antiossidante).
Þ
150 mg/die
OPCs (per la cura di disturbi specifici)
|
|
Possibili sinergie con
|
Þ
Per il miglioramento dela
circolazione sanguigna: mirtillo,
centella asiatica, ippocastano, thè
verde, guggul ed ananas (bromelina).
|
|
Interazioni
|
Þ
farmaci
anticoagulanti: warfarina ed eparina
|
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