ACIDO ALFA LIPOICO
Unicità di una
molecola antiossidante
Claudia Valla

Figura 1 –
Rappresentazione della molecola dell’acido
lipoico: forma ridotta (acido diidrolipoico),
forma ossidata (disolfuro) e forma acetilata.
1
Introduzione
L’acido alfa lipoico è
un composto che ricopre un ruolo chiave nel
metabolismo energetico cellulare della maggior parte
degli esseri viventi, a partire dai batteri per
arrivare fino all’uomo. Sono inoltre note le sue
spiccate proprietà antiossidanti. Per questa
ragione, l’assunzione di acido alfa lipoico sotto
forma di integratore alimentare, può essere di
grande utilità per attivare queste funzioni di
vitale importanza per l’organismo.
2
Acido alfa lipoico: ruolo e biochimica
L’acido alfa lipoico è
una molecola relativamente piccola formata da una
catena di otto atomi di carbonio e due di zolfo
collocati nella parte terminale. Nella forma
ridotta, nota anche con il nome di acido
diidrolipoico, gli atomi di zolfo sono presenti
come tioli liberi (–SH), mentre nella forma
ossidata, grazie alla generazione di un legame
disolfuro (-S-S-), danno origine ad una struttura
terminale ad anello (“dithiolane ring”). Data la sua
particolare struttura molecolare, l’acido alfa
lipoico può sia andare incontro a reazioni di
ossido-riduzione, che fungere da trasportatore di
elettroni, o di gruppi acetilici (o altri acili).
(Vedi figura 1)
Per questo motivo,
l’acido alfa lipoico agisce da cofattore per
numerosi enzimi che partecipano al processo di
conversione del glucosio, degli acidi grassi e delle
altre fonti energetiche in adenosin trifosfato (ATP)
(es. piruvato deidrogenasi, alfa-chetoglutarato
deidrogenasi). Tale processo, che avviene a livello
dei mitocondri cellulari, comprende quel complesso
insieme di reazioni che è noto con il nome di “ciclo
di Krebs”. La disponibilità di acido lipoico a
livello cellulare, aumenta la percorribilità del
ciclo di Krebs e conseguentemente anche l’efficienza
dell’intero processo.
3
Attività antiossidante
L’acido alfa lipoico
possiede alcune particolari caratteristiche che lo
rendono non solo straordinariamente efficace come
antiossidante, ma anche assolutamente indispensabile
al nostro organismo per contrastare i danni
associati alla formazione di radicali liberi. Le
peculiarità che lo rendono unico sono le seguenti:
a)
Alta assorbibilità: essendo una
molecola relativamente piccola, l’acido alfa lipoico
può essere prontamente assorbito e trasportato
attraverso le membrane cellulari dove può quindi
esercitare la sua azione.
b)
Versatilità: l’acido alfa lipoico
mantiene la sua attività sia nei comparti cellulari
acquosi (citoplasma) che in quelli lipidici
(membrana cellulare).
c)
Mantenimento del potere antiossidante in
entrambe le forme: sebbene la forma ridotta
(acido diidrossi lipoico) sia la più attiva, anche a
quella ossidata sono associabili apprezzabili
proprietà antiossidanti.
d)
Ampio spettro d’azione: l’acido
diidrossi lipoico è attivo contro numerose specie
radicaliche (ad esempio: radicali di tipo perossil,
idrossil e perossi-nitritico, oltre a superossidi ed
idroperossidi).
e)
Rafforza e completa la rete difensiva
messa a punto dalle altre molecole antiossidanti.
L’acido alfa lipoico nella forma ridotta (acido
diidro lipoico) è in grado di donare il suo
elettrone alle forme ossidate e quindi non più
attive di glutatione (glutatione disulfide) e di
vitamina C (acido deidroascorbico), rigenerandole a
glutatione ridotto e ad acido ascorbico. A sua
volta, la vitamina C in forma ridotta è in grado di
riattivare la forma ossidata della vitamina E
(cromanossil radicale) riducendola a tocoferolo
(vitamina E attiva). A tutto questo processo può
essere associato carattere di ciclicità. Dopo la
donazione di un elettrone, l’acido diidro lipoico
ritorna alla forma ossidata di acido lipoico. Dal
momento che anche l’acido lipoico nella forma
ossidata possiede proprietà antiossidanti, il ciclo
di rigenerazione può proseguire nell’interesse della
cellula.
f)
Contenimento della fuoriuscita di radicali
liberi originatisi in concomitanza di un metabolismo
energetico spinto: la metabolizzazione
dell’energia attraverso il ciclo di Krebs, quando è
molto spinta, favorisce la formazione di radicali
liberi. Anche se la maggior parte di questi radicali
sono contenuti nell’ambito delle reazioni chimiche
del metabolismo energetico, una piccola parte può
fuoriuscire e condurre gradualmente al
danneggiamento cellulare. La disponibilità di acido
lipoico, sebbene aumenti la percorribilità del ciclo
di Krebs ed il conseguente rendimento energetico,
incrementa anche il contenimento dei radicali liberi
in formazione nel corso dell’intero processo. In tal
modo viene garantito un sufficiente effetto
protettivo, anche in condizioni di elevato
rendimento energetico.
4
Miglioramento del controllo del glucosio
L’acido alfa lipoico non
è in grado solo di incrementare l’efficienza
dell’insulina, ma può migliorare anche il trasporto
del glucosio all’interno delle cellule utilizzando
vie indipendenti da quelle dell’insulina stessa.
Tutto ciò, unitamente ad una migliore efficienza
dell’utilizzazione del glucosio attraverso i normali
processi metabolici, contribuisce alla
normalizzazione del livello di glucosio nel sangue.
In tal modo, la probabilità che si formino alcuni
pericolosi composti di carattere radicalico, i
cosiddetti AGEs (“Advanced Glycation End-products”)
risulta sensibilmente ridotta. Tali prodotti si
possono infatti generare a partire dalle proteine
cellulari in seguito all’accumulo di elevati livelli
di glucosio nel sangue. E’ ormai noto come le
reazioni di glicosilazione e la formazione degli
AGEs contribuiscano all’invecchiamento ed alla
degenerazione cellulare. In loro presenza aumenta
anche la predisposizione dell’organismo nei
confronti di alcune patologie, in particolare modo
di quelle che interessano l’apparato
cardiovascolare.
L’acido alfa lipoico
possiede inoltre la proprietà di ridurre la
resistenza all’insulina, tipico fenomeno che
concorre all’insorgenza di alcune patologie, quali
il diabete e la cosiddetta “Sindrome X” (un disturbo
collegato sempre alla resistenza insulinica ed, a
seconda dei casi, anche ad altri fattori, quali ad
esempio: l’intolleranza al glucosio, il sovrappeso,
l’ipertensione arteriosa, la trigliceremia e
l’ipercolesterolemia).
5
Per la funzionalità nervosa
L’acido alfa lipoico è
in grado di proteggere i nervi dal danneggiamento
agendo su diversi fronti. In primo luogo, limitando
i danni provocati dai radicali liberi, li preserva
da una pericolosa degenerazione. Secondariamente,
migliorando la velocità della comunicazione nervosa,
ne ottimizza la funzionalità. Inoltre, l’acido alfa
lipoico esercita un’azione normalizzante nei
confronti della sensibilità nervosa, riducendo in
tal modo sia il dolore che la torpidità sensoriale.
Nel caso particolare
della sciatalgia, ad esempio, sembra che la
somministrazione di acido alfa lipoico possa
aumentare nel nervo sciatico la presenza di alcune
sostanze ad azione neurotropica, quali ad esempio il
neuropeptide Y. Ciò migliorerebbe sensibilmente la
funzionalità nervosa e diminuirebbe il dolore.
6
Contro la cataratta
Da numerosi studi
condotti su animali è emerso come la
somministrazione di acido alfa lipoico possa ridurre
il rischio della comparsa di cataratta. Questa
patologia è molto spesso correlata ad elevati
livelli di glucosio nel sangue ed alla
sovraesposizione alla luce solare. Tali fattori
infatti contribuiscono alla formazione di radicali
liberi, i quali possono poi provocare danni alle
proteine delle lenti dell’occhio e favorire la
generazione degli AGEs.
Uno dei principali
antiossidanti presenti nel fluido che circonda
l’occhio è il glutatione. Come è già stato detto,
l’acido alfa lipoico può contribuire alla
rigenerazione del glutatione. Tutto ciò risulta di
particolare importanza dal momento che la molecola
del glutatione, a causa delle sue dimensioni, non è
facilmente assorbibile a livello intestinale e
quindi neppure prontamente assimilabile per via
orale. C’è inoltre da sottolineare che l’acido alfa
lipoico contiene zolfo, vale a dire uno dei più
importanti componenti della molecola del glutatione.
L’integrazione con acido alfa lipoico può dunque
risultare di grande utilità per incrementare i
livelli di glutatione nel nostro organismo,
soprattutto nei distretti nei quali esso riveste
particolare importanza.
7
Altro
L’ictus è una grave
patologia alla base della quale si colloca la
formazione di un coagulo che blocca il flusso di
sangue in un vaso del cervello e conduce al parziale
o totale soffocamento delle cellule nella zona
interessata. Anche dopo che è stata rinstaurata la
circolazione, data comunque l’avvenuta formazione di
un ingente quantitativo di radicali liberi, le
cellule possono continuare ad essere danneggiate. In
questo caso, la disponibilità di acido alfa lipoico
può risultare di vitale importanza per la
minimizzazione dei danni.
Le applicazioni
terapeutiche dell’acido alfa lipoico possono
estendersi anche in altri campi, ad esempio nel
trattamento degli avvelenamenti da funghi Amanita
e Galeriana. Le tossine prodotte da questi
funghi, infatti, sono in grado di inibire la normale
funzionalità del fegato e di distruggere le cellule
epatiche. L’estrema tossicità di tali composti può
condurre a conseguenze gravissime che comprendono,
in funzione della dose ingerita, anche il coma e la
morte. Il trattamento più diffuso è rappresentato
dal trapianto del fegato. Questa soluzione, per
motivi di varia natura, non è sempre attuabile.
L’azione benefica che può esercitare in questi casi
l’acido alfa lipoico non sembra tanto diretta alla
neutralizzazione delle tossine quanto piuttosto alla
stimolazione della reattività delle cellule
epatiche. Ciò è direttamente visibile dalla graduale
normalizzazione di alcuni enzimi, quali ad esempio
la SGPT.
L’azione
epato-protettiva esercitata dall’acido alfa lipoico
è di notevole interesse terapeutico, anche se
necessita di ulteriori approfondimenti. Per queste
ragioni, gli integratori a base di acido alfa
lipoico potrebbero in futuro rappresentare
un’ulteriore arma preventiva a nostra disposizione
per la difesa nei confronti delle sostanze tossiche
con le quali possiamo involontariamente venire a
contatto tutti i giorni.
8
Posologia e tossicità
L’acido alfa lipoico è
solitamente presente in maggiori quantità nei
tessuti che sono più ricchi di mitocondri, ovvero di
quelli organelli cellulari nei quali avvengono la
maggior parte delle reazioni deputate alla
produzione di energia. In pratica, l’acido alfa
lipoico è presente nelle foglie delle piante che
contengono mitocondri e nei tessuti vegetali non
fotosintetici, quali ad esempio i tuberi delle
patate. Ne sono particolarmente ricchi anche i
broccoli e gli spinaci. La maggiore fonte di acido
lipoico rimane comunque la carne rossa e alcune
frattaglie (in particolare modo il cuore).
Sebbene l’acido lipoico
non rappresenti di per sé un costituente definibile
come essenziale, dal momento che il nostro organismo
è in grado di sintetizzarlo, esso si ritrova
comunque in quantità abbastanza ridotte nel corpo
umano. Sussistono inoltre problemi di
biodisponibilità per l’acido lipoico contenuto negli
alimenti in quanto esso è presente in forma
complessata con la lipolisina e crea un insieme più
grande e più difficilmente assorbibile.
Quanto fino ad ora
osservato gioca dunque a favore dell’assunzione di
acido alfa lipoico tramite integrazione. I dosaggi
ottimali possono variare di molto in funzione delle
caratteristiche individuali, dello stile di vita,
dell’attività fisica, dell’esposizione ai raggi
solari e della dieta.
La dose comunque
normalmente consigliata a scopo genericamente
preventivo nei confronti delle degenerazioni causate
dai radicali liberi per i soggetti sani è di 50
mg/die, da assumersi preferibilmente in associazione
con altri composti ad azione antiossidante (quali ad
esempio: vitamine A, C, E, Selenio, Coenzima Q10,
etc..). Per l’attenuazione dei disturbi collegati
all’intolleranza al glucosio ed alla Sindrome X sono
invece suggeriti dai 100 ai 300 mg/die.
In presenza di soggetti
diabetici, invece, sono consigliabili 600 mg/die, da
assumersi però sotto stretto controllo medico. In
tali casi infatti, la somministrazione di alte dosi
di acido alfa lipoico può diminuire il fabbisogno di
altri farmaci in grado di abbassare il livello di
glucosio nel sangue.
Per quanto concerne la
tossicità, possiamo affermare che l’assunzione
giornaliera di 50 mg/die di acido alfa lipoico non è
stata fino ad oggi collegata con alcun effetto
collaterale specifico. Alcuni studi, che hanno
coinvolto dosaggi da 100 a 600 mg/die per periodi
dai tre ai sei mesi, hanno evidenziato una bassa
tossicità sugli esseri umani. Per dosaggi molto più
alti sono invece stati riportati, anche se solamente
in casi sporadici, significativi decrementi della
glicemia ed alcune reazioni allergiche a livello
cutaneo. Altre ricerche hanno inoltre documentato
l’assenza di potere mutageno, teratogeno o
cancerogeno.
Tabella 1 –
Tabella riassuntiva delle proprietà dell’acido alfa
lipoico.
|
Acido alfa lipoico
|
|
Proprietà |
Þ
Come
potente antiossidante, contrasta
efficacemente i processi degenerativi
radicalici
Þ
Come
regolatore del glucosio e dell’insulina
previene l’insorgenza di alcune
patologie e/o ne attenua i sintomi
(diabete, Sindrome X, cataratta, ictus,
etc)
Þ
Incrementando l’efficienza del consumo
di glucosio, aumenta l’energia
disponibile
Þ
Riduce la
glicosilazione e la relativa formazione
degli AGEs (responsabili
dell’invecchiamento e della
degenerazione cellulare).
Þ
Migliorando
la velocità della comunicazione nervosa,
ne ottimizza la funzionalità.
Þ
Esercita
una funzione normalizzante nei confronti
della sensibilità nervosa, riducendo in
tal modo sia il dolore che la torpidità
sensoriale (es. sciatalgia).
Þ
Come
stimolante della funzionalità epatica,
ne potenzia le capacità detossificanti.
|
Tabella 2 –
Tabella riassuntiva delle proprietà antiossidanti e
di controllo della glicemia associate all’acido alfa
lipoico. Sono riportate anche le dosi consigliate e
le possibili sinergie.
|
Acido alfa lipoico
|
|
Attività antiossidante
|
Þ
È
facilmente assorbibile
Þ
E’
versatile: è attivo sia in ambiente
lipidico che acquoso
Þ
Mantiene il
potere antiossidante sia in forma
ossidata che in forma ridotta
Þ
E’ attivo
contro numerose specie radicaliche
Þ
Rafforza e
completa la rete difensiva formata dalle
altre molecole antiossidanti.
Þ
Contiene la
fuoriuscita di radicali liberi
originatisi in occasione di un
metabolismo energetico spinto.
|
|
Controllo della glicemia
|
Þ
Incrementa
l’efficienza dell’insulina
Þ
Riduce la
resistenza all’insulina
Þ
Riduce i
livelli di glucosio nel sangue
Þ
Riduce la
formazione di AGEs
|
|
Dose consigliata
|
Þ
Per i
soggetti sani: 50 mg/die
Þ
Per
l’attenuazione dei disturbi collegati
all’intolleranza al glucosio ed alla
Sindrome X: dai 100 ai 300 mg/die.
Þ
Per i
soggetti diabetici: 600 mg/die, da
assumersi sotto stretto controllo
medico.
|
|
Sinergie con |
Altri
composti ad azione antiossidante (quali
ad esempio: vitamine A, C, E, Selenio,
Coenzima Q10, etc..).
|
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