ACETIL-L-CARNITINA
Un aiuto per i
muscoli e per il cervello
Claudia Valla
1
Introduzione
La L-carnitina è
stata scoperta nei tessuti muscolari nel 1905.
E’ presente come carnitina libera non
esterificata e come carnitina esterificata (acil-carnitina).
L’acetil-L-carnitina rappresenta la forma più
semplice tra le carnitine esterificate, ovvero
quella nella quale il gruppo acilico legato è
composto da solo due atomi di carbonio.
In pratica, l’acetil-L-carnitina
è un estere dell’aminoacido trimetilato
L-carnitina, composto che gioca un ruolo di
fondamentale importanza nel processo di
produzione di energia a partire dai lipidi. La
L-carnitina, infatti, permette il trasporto
degli acidi grassi a lunga catena dal citosol
cellulare ai mitocondri, ove il processo
continua attraverso la beta ossidazione, il
ciclo di Krebs e la fosforilazione ossidativa
fino alla produzione di energia in forma di ATP.
L’acetil-L-carnitina riveste un ruolo cruciale
in questo complicato processo, vale a dire
quello di trasportatore intermedio del gruppo
acetilico tra la molecola della L-carnitina e
quella del CoA (3).
L’acetil-L-carnitina
è in grado di: facilitare l’uptake di CoA nel
mitocondrio durante il processo di beta
ossidazione degli acidi grassi, incrementare la
produzione di acetilcolina e stimolare la
sintesi dei fosfolipidi di membrana. Essendo dal
punto di vista strutturale molto simile alla
acetil-colina, l’acetil-L-carnitina può anche
esercitare un azione colino-mimetica (1,
2).
Le possibili
applicazioni dell’acetil-L-carnitina sono
molteplici e rivestono molti ambiti, dagli
integratori energetici destinati agli sportivi,
a quelli contro la depressione e per la
funzionalità cerebrale. La ricerca medica ha
inoltre individuato alcuni indirizzi terapeutici
di tipo prettamente clinico, quali ad esempio:
il morbo di Alzheimer, le neuropatie diabetiche,
l’ischemia e la riperfusione cerebrale nonché il
miglioramento delle facoltà cognitive degenerate
in seguito ad alcolismo (2).
In questa sede ci atterremo solamente al primo
ambito, ovvero quello che maggiormente si
rivolge alla prevenzione od alla cura di una
sintomatologia leggera e quindi non di carattere
prettamente patologico.
2
Metabolismo
La carnitina può
essere sintetizzato nel cervello, nel fegato o
nel rene ad opera dell’enzima ALC-transferasi a
partire da lisina, metionina ed in presenza di
vitamina C ed altre sostanze che fungono da
substrato o cofattori. Il tessuto del muscolo
cardiaco e di quello scheletrico rappresentano
le principali sedi di stoccaggio di questa
sostanza.
Il metabolismo della
L-carnitina è riassunto in
figura 2. Come
si può notare, la produzione di
acetil-L-carnitina avviene a partire dalla
L-carnitina e dall’acetil-CoA derivato dal
processo di beta ossidazione degli acidi grassi
(entranti sotto forma di acil-CoA) grazie
all’intervento dell’enzima
carnitina-acetiltransferasi presente nella
matrice mitocondriale (1,
2).
La disponibilità di
L-carnitina e dei suoi esteri previene
l’accumulo di quantitativi tossici di acidi
grassi e acil-CoA (rispettivamente nel
citoplasma e nel mitocondrio) e permette
l’avviamento degli acetil-CoA alla sede
mitocondriale per la produzione di energia.
3
Per le prestazioni sportive
I livelli di
carnitina totale, di carnitina libera, di
carnitina esterificata presenti nel nostro
organismo possono essere misurati tramite il
prelevamento di campioni di urina, plasma e
tessuto (biopsie muscolari) umano. Grazie alla
misurazione dei metaboliti della carnitina che
accompagnano l’esercizio fisico, è stato
possibile stabilire che l’allenamento intenso
determina un’ingente domanda metabolica di
carnitina. In tal caso l’assunzione esogena di
carnitina può facilitare significativamente
l’entrata degli acidi grassi nei mitocondri e la
conseguente produzione di ATP (3).
Per garantire una
continua disponibilità di energia durante
l’esecuzione di un’attività fisica
particolarmente intensa, possono essere assunte
indistintamente sia la forma libera della
L-carnitina che quella esterificata
dell’acetil-Lcarnitina (singolarmente od in
miscela).
I meccanismi che, in
entrambi i casi, entrano in gioco sono
riassumibili come segue (4):
-
Incremento dell’efficienza metabolica di
utilizzazione delle molecole ad alta energia
(lipidi).
-
Incremento della possibilità di bruciare
grassi durante l’esecuzione dell’attività
fisica.
-
Incremento dell’efficienza con la quale
sono bruciati gli zuccheri.
-
Diminuzione del rapporto lattato/piruvato
con relativo incremento della disponibilità
energetica a livello cellulare.
-
Livelli ottimali di creatina
contribuiscono a contrastare il naturale
innalzamento di acetil-CoA che si verifica
durante l’esercizio fisico.
-
Incremento diretto dell’attività degli
enzimi che partecipano alla respirazione
cellulare (più veloce produzione di energia).
-
Riduzione del dolore muscolare che può
seguire un intenso esercizio fisico.
-
Riduzione dell’incremento dei battiti
cardiaci durante l’istante di massima intensità
dello sforzo.
-
Incremento della resistenza degli atleti
durante sforzi prolungati.
-
Diminuzione della formazione di radicali
liberi durante l’esercizio fisico.
4
Per le prestazioni intellettuali
Per la presenza del
gruppo acetilico, l’acetil-L-carnitina è in
grado di oltrepassare la barriera
ematoencefalica ed è quindi più adatta della
L-creatina libera ad ottimizzare la funzione
cellulare nel distretto cerebrale.
In particolare,
l’acetil-L-carnitina può prevenire il naturale
deterioramento cellulare che può verificarsi in
seguito al perduramento di situazioni di stress
od all’invecchiamento. Coll’avanzare dell’età,
infatti, la quantità di acetil-L-carnitina
presente nel nostro cervello diminuisce. Per
questa ragione, l’integrazione con tale sostanza
è particolarmente indicata per le persone
anziane. L’acetil-L-carnitina risulta di grande
utilità anche nel caso in cui le cellule
cerebrali siano state private di ossigeno per un
breve lasso di tempo. E’ stato infatti
verificato che, grazie alla somministrazione di
acetil-L-carnitina, il recupero dei pazienti
colpiti da ictus può essere più veloce (5).
Il meccanismo con il
quale l’acetil-L-carnitina può prevenire il
deterioramento delle cellule cerebrali ed
ottimizzare la loro funzionalità coinvolge
diverse modalità. L’acetil-L-carnitina, oltre ad
aiutare le cellule cerebrali ad avere a propria
disposizione energia prontamente disponibile,
agisce anche da potente antiossidante e
contribuisce ad incrementare il livello di un
importante messaggero molecolare,
l’acetil-colina. La disponibilità di energia è
particolarmente importante per le cellule
cerebrali che, come è noto, non sono
sostituibili.
L’acetil-L-carnitina
è inoltre in grado di diminuire la perdita di
recettori cellulari che normalmente avviene
coll’avanzamento dell’età. Tali recettori sono
quelli che permettono la comunicazione tra
diversi neuroni: ottimizzare la loro
funzionalità significa dunque ottimizzare la
funzionalità cerebrale. L’acetil-L-carnitina
agisce anche a livello dei neurotrasmettitori,
vale a dire delle molecole che partecipano dal
punto di vista chimico alla trasmissione
dell’impulso.
Proprio per la sua
capacità di incrementare la vitalità e l’energia
a livello intellettuale, l’assunzione di
acetil-L-carnitina risulta indicata anche nel
trattamento della depressione, soprattutto di
quella che compare in età avanzata.
In alcune
sperimentazioni, inoltre, l’acetil-L-carnitina
si è dimostrata in grado di (4):
-
diminuire l’accumulo di lipofuscina, un
indice di invecchiamento nel cervello;
-
aumentare il livello del fattore di
crescita NGF (nerve growth factor) che
costituisce un composto importante nel
mantenimento della funzionalità dei neuroni.
Dato che col progredire dell’età i neuroni
rispondono meno alla benefica azione dell’NGF,
l’azione dell’acetil-L-carnitina si manifesta
coll’incrementare anche la sensibilità dei
neuroni nei confronti di tale composto;
-
mantenere la guaina mielinica di
rivestimanto dei nervi (importante per il
mantenimento della salute e funzionalità dei
nervi stessi);
-
preservare l’informazione genetica
custodita negli acidi nucleici RNA e DNA;
-
aiutare le cellule cerebrali ad
utilizzare fonti energetiche alternative, quali
ad esempio i lipidi od i corpi chetonici.
L’assunzione di acetil-L-carnitina aiuta le
cellule del nostro cervello ad adattarsi a
livelli minori di glucosio nel sangue quali
quelli che possono verificarsi tra un pasto
(ipoglicemia). In tale modo è garantito al
cervello un costante ed adeguato apporto di
energia;
In sintesi, possiamo
affermare che l’acetil-L-carnitina:
-
mantiene i neuroni vitali ed in salute;
-
aiuta i neuroni ad inviare ed a ricevere
i segnali;
-
protegge i neuroni ed i loro recettori
dal danneggiamento inflitto dallo stress.
Dal momento che il
cervello sovrintende a tutti i processi che
regolano lo stress e l’invecchiamento, agendo
positivamente in ambito cerebrale,
l’acetil-L-carnitina contribuisce al
mantenimento dello stato di salute globale del
nostro organismo.
5
Dosi e tossicità
Le dosi normalmente
consigliate per l’acetil-L-carnitina variano dai
250 ai 2.000-3.000 mg/die a seconda del tipo e
dell’indirizzo della formulazione (6).
A titolo indicativo, è possibile riportare i
seguenti dosaggi (4):
-
per il mantenimento della funzionalità
intellettuale: 250-1.000 mg/die
-
contro la depressione e per il sistema
immunitario: 500-2.000 mg/die
-
per la performance sportive: da sola od
assieme alla L-carnitina in dosi da 500 a 2.000
mg/die.
In corrispondenza
dei dosaggi più elevati e/o prolungati, in
alcuni soggetti possono presentarsi sogni più
vivaci. Se si stanno assumendo farmaci a base di
acido valproico (es. Depakote, Depakene), ma
anche fenitoina (Dilantin) potrebbe essere
necessario incrementare l’utilizzo di carnitina
(in questi casi è sempre opportuno consultare
prima il medico) (6).
Tabella riassuntiva:
ACETIL N-CARNITINA.
|
Acetil-L-carnitina
|
|
Proprietà/
azioni/
impieghi
|
Miglioramento delle performance
sportive ed intellettuali, aiuto per
la memoria, per il sistema
immunitario e per il mantenimento
delle facoltà intellettive, contro
la depressione, contro la sindrome
da affaticamento cronico, etc.
|
|
Dose
consigliata
|
-
Per il mantenimento della
funzionalità intellettiva: 250-1.000
mg/die. Integratori: 200 mg/die
-
Contro la depressione e per
il sistema immunitario: 500-2.000
mg/die
-
Per le performance sportive:
da sola od assieme alla L-carnitina
in dosi da 500 a 2.000 mg/die. |
|
Quando
iniziare ad assumerla
|
-
Per il miglioramento delle
facoltà intellettive, è’
consigliabile iniziare ad assumerla
con l’inizio dell’età adulta (18-20
anni) in concomitanza di periodi di
intenso stress fisico ed
intellettuale e con maggiore
regolarità dopo i 40 anni. |
|
Possibili sinergie con
|
Magnesio, acido folico, Vit B12,
Zinco, Vit. E, Vit. B6, CoQ10,
Ginkgo biloba, Rhodiola rosea,
Rhododendro caucasico, Cardo
mariano, Kawa kawa, Centella
asiatica, Semi di pompelmo,
Mirtillo, Valeriana. |
|
Precauzioni per l’utilizzo
|
Non è
consigliabile l’utilizzo da parte
dei soggetti colpiti da epilessia o
da sindromi maniaco-depressive
bipolari. |
|
Possibili Effetti Collaterali
|
In
corrispondenza dei dosaggi più
elevati e/o prolungati, in alcuni
soggetti si possono presentare sogni
più vivaci. |
|
Possibili interazioni con
|
Se si
stanno assumendo farmaci a base di
acido valproico (es. Depakote,
Depakene), ma anche fenitoina
(Dilantin) potrebbe essere
necessario incrementare l’utilizzo
di carnitina (consultare il medico)
(6) |
Figura
2 – Metabolismo della L-carnitina
e dell’Acetil-L-carnitina.
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